Myanmar, dalla Nasa nuova tecnica spaziale per prevenire malaria

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Roma, 10 set. (askanews) - La NASA sta sviluppando una nuova tecnica per prevedere le epidemie di malaria nello Myanmar dallo spazio, poiché l'emergere di nuovi ceppi resistenti ai farmaci nel sud-est asiatico minaccia gli sforzi per spazzare via la malattia mortale a livello globale.

L'obiettivo dell'eradicazione mondiale della malaria entro il 2050, è "audace ma raggiungibile", ha affermato un rapporto pubblicato questa settimana su The Lancet. I casi e i decessi per malaria sono crollati di oltre il 90 percento in Myanmar tra il 2010 e il 2017, dimostrano i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), un successo ampiamente attribuito a migliori servizi sanitari. Ma il paese ha ancora una prevalenza più alta rispetto ai suoi vicini nella regione del Mekong.

Numerosi ceppi resistenti ai farmaci stanno prendendo piede nel sud-est asiatico e si teme che potrebbero migrare in Africa, dove si verificano oltre il 90 per cento dei casi a livello globale. Per contrastare questa minaccia, la NASA sta implementando una tecnologia spaziale "all'avanguardia" per affrontare le epidemie di malaria prima che si verifichino, ha detto la scienziata Tatiana Loboda ad AFP. Sta applicando la sua esperienza per identificare potenziali punti di crisi in modo da poter mobilitare in anticipo medicine e operatori sanitari.

I satelliti forniscono dati meteorologici, tra cui le temperature della superficie terrestre, il contenuto di acqua atmosferica e informazioni sulla copertura del suolo, tra cui foreste, arbusti, insediamenti o acqua. Questi sono poi combinati con i dati socio-economici raccolti da team di ricercatori che conducono indagini approfondite con popolazioni campione sul campo.

Il progetto è solo al terzo anno, ma il team di Loboda ha già visto un'alta correlazione tra il tasso di deforestazione e la malattia. Una teoria non dimostrata è che queste aree - spesso punteggiate da siti di disboscamento, miniere e piantagioni - ospitano un numero sproporzionato di lavoratori migranti o stagionali, portando con sé nuovi ceppi del parassita.

Il team dell'Università del Maryland sta lavorando a stretto contatto con il governo locale e gli scienziati militari, raccogliendo dati rispettivamente da civili e truppe.