In Myanmar la protesta sfida i divieti e si allarga

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AGI - La polizia ha usato gli idranti e ha sparato proiettili di gomma contro i manifestanti in Myanmar che hanno sfidato la legge marziale e i nuovi divieti imposti dai militari e sono scesi in piazza per il quarto giorno consecutivo per protestare contro il golpe. L'esercito ha vietato i raduni con più di cinque persone nell'hub commerciale di Yangon, nella capitale Naypyidaw e in altre aree, a Mandalay, seconda città del Paese. E' stato imposto anche un coprifuoco notturno nelle aree più calde della protesta. La polizia ha presidiato ponti e strade d'accesso al centro di Yangon, ma migliaia di persone sono riuscite ad aggirare i controlli e a concentrarsi nei pressi della pagoda di Sule e del municipio.

I dimostranti sono tornati anche davanti al quartier generale della Lega nazionale per la democrazia (Nld), il partito della leader deposta, Aung San Suu Kyi, arrestata dai militari. Nella township di San Chaung, decine di insegnanti hanno marciato mostrando il saluto a tre dita, ispirato alla saga di "Hunger Games" e simbolo a favore della democrazia, un segno distintivo dei dimostranti. "Non siamo preoccupati dai loro avvertimenti. Non possiamo accettare le loro ragioni", ha detto un manifestante riferendosi al discorso, il primo dopo il golpe, del capo dell'esercito, Min Aung Hlaing, che ha ribadito le accuse di brogli nel voto di novembre.

Secondo quanto riferito dalla Bbc, monaci buddisti, membri della comunità musulmana, calciatori e star del cinema e della musica si sono uniti ai manifestanti e si attende nei prossimi giorni una più articolata organizzazione delle proteste. A Naypyidaw la polizia "ha sparato due colpi di avvertimento in aria e poi proiettili di gomma contro i manifestanti", ha detto un testimone, aggiungendo di aver visto alcune persone ferite. Un giornalista della France Press ha confermato di aver udito dei colpi. Il Dipartimento di Stato Usa ha denunciato che le autorità hanno respinto le richieste americane di vedere Aung San Suu Kyi.

"Siamo dalla parte del popolo birmano e sosteniamo il loro diritto di riunirsi pacificamente, anche per protestare pacificamente a sostegno del governo democraticamente eletto", ha detto un portavoce. Papa Francesco ha chiesto l'immediato rilascio dei leader politici detenuti. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite terrà venerdì una riunione d'emergenza. La Nuova Zelanda ha annunciato la sospensione dei contatti militari e politici di alto livello con il Myanmar.

Un importante uomo d'affari di Singapore ha annunciato che venderà le sue azioni in una compagnia di tabacco locale controllata dai militari: il miliardario Lim Kaling, co-fondatore e Ceo della società di videogiochi Razer, ha annunciato che cederà un terzo delle sue azioni in RMH Singapore, che a sua volta possiede il 49% di Virginia Tobacco. E' la seconda azienda ad annunciare l'addio al Paese, dopo che il produttore giapponese di birra Kirin ha fatto sapere che interromperà i suoi investimenti in Myanmar Brewery e Mandalay Brewery, società controllate anche dall'esercito.