Né lui né lei: il pronome neutro "iel" entra nel dizionario francese e scoppia la polemica

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- (Photo: dictionnaire.lerobert.com)
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Né lui né lei, né maschile né femminile. Il pronome neutro iel, contrazione di il e elle, usato dalle persone che si definiscono non-binarie, è entrato nella versione online del Petit Robert, il dizionario più popolare in Francia. E altro che presidenziali 2022: la notizia ha incendiato il dibattito e i quotidiani d’oltralpe, tanto da coinvolgere perfino il governo.

La ministra francese per le Pari opportunità, Elisabeth Moreno, ha definito la scelta di Le Robert “un progresso per le persone che vogliono riconoscersi in questo pronome. Non capisco cosa possa togliere a chi non lo utilizza”. Di parere totalmente opposto il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer, secondo cui “il femminismo è una giusta causa, ma non dobbiamo triturare la lingua francese, che è già abbastanza complessa. Va bene femminilizzare i nomi delle professioni, ma le modifiche improvvise non vanno bene”.

A schierarsi con Blanquer la première dame di Francia: Brigitte Macron, moglie del presidente della Repubblica, ha sottolineato che “i pronomi sono due: lui e lei. E vanno bene. La lingua è così bella”.

Fortemente contrario allo iel èapparso invece Francois Jolivet, deputato de La Republique En Marche, partito fondato da Macron nel 2016, che ha descritto l’iniziativa come “molto infelice” e ha inviato una lettera all’Accademia francese per sollecitarla a esprimersi sulla questione.

Charles Bimbenet, direttore generale della casa editrice Le Robert, ha spiegato la scelta di includere il pronome neutro nell’edizione online del dizionario (non sarà infatti presente in nessun dizionario cartaceo, ndr): “Da qualche mese i ricercatori di Le Robert hanno rilevato un uso crescente della parola iel. La frequenza d’uso di una parola è studiata mediante analisi statistiche di ampi insiemi di testi, tratti da diverse fonti. Questa attenzione costante ci permette di riscontrare la comparsa di nuove parole, modi di dire e significati”, si legge sul sito dell’editore.

E ancora: “La parola iel è stata valutata all’inizio di ottobre in una riunione di redazione di Le Robert, durante la quale si è deciso di aggiungerla al nostro dizionario online: è vero che il suo uso è ancora ristretto (lo abbiamo sottolineato nella definizione, usando l’espressione ‘raro’), ma è in forte crescita da qualche mese”.

Ma quali sono le origini di iel? Si tratta di un neologismo nato all’interno della comunità Lgbtq all’inizio del 2010 per definire le persone non-binarie e che quindi non si riconoscono né nel genere maschile né in quello femminile. Lo ‘iel’ viene utilizzato anche per designare un gruppo di uomini e donne e nei casi in cui si fa riferimento a una persona di cui si ignora il genere.

Insomma: la questione è analoga a quella nata nel nostro Paese attorno allo schwa e agli asterischi, sempre più impiegati nella lingua italiana per “opacizzare” le desinenze maschili e femminili, nel rispetto delle persone non binarie. L’Accademia della Crusca, in un lungo blog a firma del linguista Paolo D’Achille, nei mesi scorsi si era espressa in modo deciso: “Non esistendo lo schwa nel repertorio dell’italiano standard, non vediamo alcun motivo per introdurlo. [...] L’italiano ha due generi grammaticali, il maschile e il femminile, ma non il neutro. Dobbiamo serenamente prenderne atto, consci del fatto che sesso biologico e identità di genere sono cose diverse dal genere grammaticale”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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