Nadia Toffa, l’ultimo messaggio agli studenti: “Così ho iniziato alle Iene”

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La morte di Nadia Toffa, sopraggiunta dopo una battaglia combattuta per due anni, da quel primo malore a Trieste, ha lasciato un enorme vuoto nel mondo dell’informazione televisiva italiana. Per tutto il corso della sua malattia, la giornalista volto simbolo delle Iene, non ha mai smesso di mostrarsi davanti al pubblico, faccia a faccia così come attraverso lo schermo di una televisione o di uno smartphone. Lo ha fatto anche davanti a un gruppo di studenti appassionati di giornalismo, durante un seminario alla Libera Università di Comunicazione e Lingue IULM di Milano nel marzo 2019.

Nadia Toffa, l’ultimo messaggio agli studenti

A chi è ancora chino sui banchi universitari e sogna di entrare a far parte del mondo della comunicazione, non può non sorgere spontanea una domanda: “Come hai fatto a iniziare a lavorare alle Iene?”. Nadia Toffa risponde attribuendo il suo successo a un perfetto mix di passione e fortuna. “Le Iene era il mio programma preferito quando ero piccola”, spiega la conduttrice. Tanto che “quando ho incontrato Lucci, gli ho citato i testi a memoria. Quando hanno iniziato a mandare in onda le repliche, mi sono rifiutata di guardarle”.

La svolta è arrivata, quasi per caso, quando un venditore di elettrodomestici, sapendo della sua passione per la comunicazione e i video, l’ha indirizzata verso il celebre telegiornale satirico. Con l’aiuto della sorella e di una piccola telecamera, Nadia ha realizzato le sue prime inchieste e non si è fermata finché non è riuscita a mostrarle a Davide Parenti.

“Davide ha guardato le mie inchiestine e ha detto: ‘Ma è una me**a‘”, ride la conduttrice. “Lo ricordo ancora: aveva i piedi sul tavolo e la maglia con il ponte di Brooklyn, era appena tornato da New York. Sono andata via, ma io ho la capoccia dura“. La stessa “capoccia” che augura anche ai più giovani: “Se ti interessa una cosa, devi perseguire. Devi sempre andare avanti“.