Nadia Toffa, ultima intervista: “Puoi solo sperare di guarire”

nadia toffa

Qualche mese fa Nadia Toffa aveva rilasciato un’intervista al Corriere della Sera e aveva raccontato il cancro. Dalla sua terribile scoperta alla recidiva, passando per la decisione di travestirsi per andare a fare la chemio. Oggi, dopo aver appreso la notizia della sua scomparsa, rileggere le sue dichiarazioni provoca in tutti noi un grande dolore.

Nadia Toffa: l’ultima intervista

La mattina del 13 agosto 2019 Nadia Toffa ha perso la sua battaglia contro il cancro. La conduttrice de Le Iene era ricoverata da circa un mese in una clinica di Brescia, sua città natale. Purtroppo, nell’ultimo periodo quel “bastardo” che credeva di aver messo a tacere era tornato a far capolino e le sue condizioni si erano aggravate. Nell’ultima intervista rilasciata al Corriere della Sera, Nadia aveva appena scoperto di essere riuscita a sconfiggere in parte il cancro e, ad oggi, rileggere le sue dichiarazioni è un pugno allo stomaco. Nadia aveva ammesso: “Io adesso ho riavuto i miei capelli e sono tornata a vivere un po’ di normalità, ma presto avrò un nuovo controllo e poi un altro ancora. Puoi solo sperare di guarire. Certo, puoi ripeterti, per farti forza, che ‘è lui che deve avere paura di me’, ma la verità è che per anni e anni sarai sempre con l’ansia di ricascarci di nuovo. Nonostante Nadia sia sempre apparsa molto forte, nel suo io più profondo, l’ansia di dover convivere con un mostro del genere era sempre al suo fianco. La Toffa aveva poi rivelato di avere una grande paura, quella di lasciare la sua adorata madre. La conduttrice de Le Iene aveva confessato: Ho paura che mia madre resti sola. Penso che le madri non dovrebbero mai restare da sole, senza i figli. È troppo”. Leggendo queste sue parole non può che nascere un brivido dentro di noi e non possiamo fare a meno di riservare un pensiero alla mamma della Toffa, sempre vicina alla sua ‘bambina’ in questa terribile battaglia.

La lotta contro gli haters

In tutto questo periodo di lotta contro il cancro, Nadia ha dovuto combattere anche contro gli haters, che l’hanno sempre accusata di strumentalizzare la malattia. In merito a tutto ciò, la Toffa aveva dichiarato: “Ma perché avrei dovuto rinunciare a essere me stessa nei momenti difficili? Perché mettere a tacere questo mio essere così estroversa, piena di voglia di vivere, di voglia di farcela e di voglia di condividere quello che mi accade? Solo per un falso pudore? Non ci sto. Rivendico il diritto di parlare apertamente della nostra malattia, che non è esibizionismo né un credersi invincibili, anzi: è un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire”. La conduttrice de Le Iene non si è mai fatta abbattere da questi stupidi leoni da tastiera, tanto che ha deciso di denunciarli alla Polizia Postale. Come mai questa scelta? La giornalista aveva spiegato: “Non l’ho fatto per me. L’ho fatto perché questi gesti possono ferire profondamente qualcuno più fragile di me. Penso ai ragazzini che si sentono bullizzati, alle ragazzine che per un insulto su Facebook possono soffrire in modi che nemmeno immaginiamo. Credo che sia una responsabilità che tocca alle persone con una grande visibilità. Bene, cominciamo”. Una scelta più che condivisibile, che rispecchia quello che era il suo immenso altruismo.

Il cancro di Nadia

Nadia, sempre nel corso della sua ultima intervista al Corriere della Sera, aveva raccontato che dopo la scoperta del cancro aveva deciso di parlarne pubblicamente per aiutare quanti si trovavano a vivere la sua stessa battaglia. Sui social, in televisione e anche con il suo libro ‘Fiorire d’inverno’ la Toffa ha sempre pensato agli altri piuttosto che a se stessa. La conduttrice, inoltre, aveva anche motivato la sua scelta di travestirsi per andare a fare la chemioterapia. La guerriera bionda aveva ammesso: “Costruii un’altra Nadia. Dovevo fare chemio e radio e non volevo essere vista, non tanto perché i paparazzi mi avrebbero ferita, quanto perché volevo proteggere la mia sensibilità di fronte a una cosa tanto dura. Così comprai una parrucca, un impermeabile, un maglione e mi trasformai in Silvana: lei andava a fare le cure, poi, a casa, si toglieva il travestimento e tornava Nadia. Finalmente ho potuto dirle addio: ho buttato tutto nella spazzatura e Silvana non c’è più, ciao ciao”. Questo è quanto Nadia dichiarava dopo aver portato a termine le chemio, con la speranza di non dover più vestire i panni di Silvana. Nel primo anno di battaglia contro il cancro, qual era stata la sua difficoltà più grande? Aveva confessato: “Il male fisico. Ma anche l’impotenza di fronte a certe cose che non puoi governare: se il tuo organismo non è perfettamente sano certe cure non le puoi fare. E così ti ritrovi a consultare i maggiori specialisti perché non ci sono abbastanza globuli giusti. E anche un raffreddore diventa uno spauracchio che non sai governare”.

Il carattere di Nadia

Nadia, fin dall’infanzia, aveva sempre avuto un caratterino niente male. Caparbia e forte fin dalla tenera età, aveva raccontato un aneddoto divertente: “Pensi che a sei anni volevo provare come si sta con il gesso a una gamba e così mi lanciai dalle scale con i pattini. Sì, non fate quella faccia: io sono così, assomiglio a una di quelle stelle con la coda attorcigliata che stanno tra le emoticon di Whatsapp: mai sazia, mai paga”. Con questo stesso animo, la Toffa si presentò a Le Iene, decisa a farsi assumere come inviata. Nonostante i primi rifiuti, Nadia non mollò e nel 2009 riuscì a diventare una ‘iena’ a tutti gli effetti. Tante le inchieste che ha condotto per il programma di Italia Uno, tra cui anche quella contro il gioco d’azzardo. Proprio parlando di ludopatia, la Toffa aveva rivelato di aver provato la roulette russa. In questa occasione aveva sentito un “brivido allarmante” e aveva “compreso quanto sia facile perdersi”.

Il compagno di Nadia

In questi quasi due anni di malattia, la Toffa ha potuto contare sul sostegno di un compagno, del quale però non ha mai rivelato l’identità. Di lui diceva: “Nella mia vita c’è una sorta di compagno, o, meglio, una persona che mi sta accanto con affetto e che mi sopporta. Bene, lo sa che cosa facciamo quando ci vediamo, ogni tanto? Intrecciamo le mani e insceniamo un girotondo saltellante. Come bambini impazziti (…) Io coltivo questo lato infantile, sono come mi si vede in televisione, senza pelle. Questo saper andare oltre le cose terrene mi porta a gesti apparentemente assurdi. Lo sa che cosa feci quando mi dissero che il cancro era tornato, alla prima recidiva? Andai a comprare un appartamento”. In amore, così come nella vita di tutti i giorni, Nadia era un vero e proprio vulcano.