'My name is Patrick Zaki-45 days' di Ienzi in scena a Tindari e Venezia

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Palermo, 24 ago. (Adnkronos) – 'My Name is Patrick Zaki-45 days', scritto e diretto da Alessandro Ienzi, già vincitore del premio #cittàlaboratorio delle Orestiadi e presentato in anteprima nazionale a Gibellina lo scorso 23 luglio, sarà in scena al Teatro greco di Tindari lunedì 30 agosto alle ore 20.30, mentre l’1 settembre sarà ospite della Masterclass Cinema Human Rights and Advocacy, organizzata da Picture People e Global Campus of Human Rights nel corso del Festival Internazionale del Cinema a Venezia. Il monologo vede sul palco proprio Ienzi che interpreta Joker, un novello Prometeo sperduto tra gli eventi storici seguiti all’11 settembre 2001, dopo l’attentato alle Torri Gemelle, e che, nella visione dell’autore palermitano, sono la causa primaria di quanto accade oggi in tutto il Medio Oriente. Lo spettacolo è una rivisitazione della vicenda – che diventa mito, massimo esempio di giustizia e di libertà – che sconvolge la vita del giovane ricercatore egiziano Patrick Zaki, rinchiuso nel carcere di Tora ormai dal 7 febbraio 2020 e la cui detenzione è stata ulteriormente rinnovata appena qualche giorno fa nel corso dell’ennesima udienza senza alcuna garanzia processuale e di difesa.

“La detenzione di Patrick Zaki è uno smacco a tutti i principi democratici, liberali e liberisti di cui ci sentiamo promotori e ideatori in quanto cittadini dell’occidente del mondo; valori che avremmo perfino voluto esportare con la guerra, e con il finanziamento di gruppi terroristici, secondo le strategie di politica internazionale ormai note a tutti – dice Ienzi –. La detenzione di un ricercatore universitario in quanto tale o in quanto membro di associazioni per la promozione dei diritti umani è un cappio insopportabile alla libera determinazione di ciascuno di noi”.

La prima tappa dello spettacolo sarà a Tindari, il 30 agosto, al Teatro greco, grazie al sostegno dell’Assessorato ai beni culturali della Regione Sicilia, in una cornice che restituisce allo spazio materiale e immateriale del teatro la sua funzione di riflessione sulla società e sul cammino dell’umanità. La storia di Zaki è la storia di tutti gli oppressi, di tutti coloro i quali affermano la libertà e che percorrono la strada dell’evoluzione del pensiero civile e civico attraverso lo studio e la ricerca.

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