Namibia, proteste contro l’accordo con la Germania sul genocidio

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Il genocidio degli Herero e dei Nama nell'Africa del Sud-Ovest continua ad essere una ferita sempre aperta. L’accordo stipulato dal governo della Namibia con la Germania dopo che le autorità federali di Berlino lo scorso 28 maggio avevano chiesto scusa per il genocidio commesso nel Paese durante il periodo coloniale sta provocando tensioni e polemiche.

Centinaia di persone hanno tentato di fare irruzione all’interno della sede del Parlamento di Windhoek mentre era in corso un acceso dibattito presso l'Assemblea nazionale. La Germania ha assicurato che pagherà oltre 1 miliardo di euro sotto forma di aiuti allo sviluppo al paese africano.

Per il governo della Namibia il risarcimento di Berlino è un passo in avanti. Ma le opposizioni non accettano. Esther Muinjangue, Presidente del Partito National Unity Democratic Organisation, fa notare agli occhi di alcuni, questa intesa potrebbe essere il modello per la riconciliazione tra altre ex potenze coloniali e i paesi che avevano occupato. Ma ci sono molti namibiani che non sono d’accordo. “Sappiamo che durante il periodo di occupazione tedesca c'era la guerra, ma durante quel periodo è successo qualcosa di gravissimo, un genocidio. Ecco perché rifiutiamo l'accordo. Perché non soddisfa i bisogni delle comunità colpite".

“Il cosiddetto accordo è la dimostrazione del palese disprezzo nei confronti delle nostre legittime richieste di riparazione e restituzione”, si legge in una petizione consegnata al vicepresidente del Parlamento namibiano Loide Kasingo.

Proteste e polemiche

”Diciamo no all’accordo sbagliato sul genocidio”, “Risarcimento adeguato adesso”. Questi alcuni slogan ripetuti a gran voce dai manifestanti che, dopo aver marciato per le vie della capitale Windhoek, si sono avvicinati al Parlamento e, dopo aver scavalcato i cancelli dei giardini, hanno fatto irruzione nell’edificio chiedendo di vedere il presidente dell’Assemblea nazionale, Peter Katjavivi.

Berlino ha in programma una serie di progetti di sviluppo e di iniziative per ricompensare in qualche modo le sofferenze inflitte alle popolazioni. Ma i deputati namibiani si aspettano azioni concrete per i discendenti delle vittime del genocidio.

Durante quel periodo tra il 1904 e il 1908 furono decine di migliaia i civili uccisi dai coloni tedeschi in quello che gli storici hanno definito il primo genocidio del XX secolo. I numeri dello sterminio parlano chiaro. Furono circa 65.000 le persone della comunità Herero uccise e di almeno 10.000 le vittime tra i Nama. I sopravvissuti furono deportati nel deserto, molti finirono nei campi di concentramento per essere usati come schiavi, mentre altri morirono di freddo, malnutrizione ed esaurimento.

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