Nancy Pelosi è atterrata a Taiwan: alta tensione tra Washington e Pechino

Nonostante le minacce di Pechino, Nancy Pelosi alla fine è atterrata a Taiwan questo martedì: la presidente della camera statunitense diventa così il più alto funzionario del suo paese a visitare, negli ultimi 25 anni, l'isola autogovernata rivendicata dalla Cina, che dal canto suo ha paventato "misure risolute e forti" in risposta alla visita.

Minacce ignorate dalla Casa Bianca, secondo cui non ci sarebbe "alcuna violazione o problema di sovranità": in una dichiarazione rilasciata subito dopo il suo arrivo, Pelosi ha detto che la visita "onora l'impegno incrollabile dell'America a sostenere la vibrante democrazia di Taiwan".

"La solidarietà dell'America con i 23 milioni di abitanti di Taiwan  - ha aggiunto la Speaker della Camera - è più importante che mai oggi che il mondo si trova a dover scegliere tra autocrazia e democrazia. Gli Stati Uniti continuano ad opporsi agli sforzi unilaterali per cambiare lo status quo".

Intanto la tensione sull'isola resta massima:  contestualmente all'arrivo di Pelosi, la Marina statunitense ha schierato la portaerei a propulsione nucleare USS Ronald Reagan e altre navi al largo della costa orientale di Taiwan.

Poco prima, il Ministero della Difesa cinese aveva annunciato una serie di "esercitazioni militari mirate" per "rispondere" alla visita di Pelosi, e sottolineando che le operazioni hanno lo scopo di "difendere risolutamente la sovranità nazionale e l'integrità territoriale della Cina".

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a presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi, posa al centro per le foto dopo il suo arrivo a Taipei, Taiwan, martedì 2 agosto 2022 - AP/AP

Immediato sostegno è arrivato anche dal Cremlino, come illustrato dalla portavoce del ministero degli esteri Maria Zakharova: "consideriamo la potenziale visita della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti  Pelosi a Taiwan, non annunciata in alcun modo, come un'altra azione provocatoria dell'amministrazione statunitense che vuole fare ulteriore pressione su Pechino" ha detto Zakharova.

Intanto, il ministero degli Esteri cinese ha convocato in tardissima serata l'ambasciatore Usa a Pechino, Nicholas Burns, esprimendo "forte opposizione e ferma condanna"per la visita a Taiwan della speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi.

Il vice ministro Xie Feng ha parlato di "grave provocazione" e di "violazione del princpio della Unica Cina", secondo i media ufficiali. Il governo Usa "avrebbe dovuto frenare la mossa senza scrupoli di Pelosi e impedirle di andare contro la tendenza storica, ma invece l'ha assecondata e ha collaborato con lei, il che aggrava la tensione nello Stretto di Taiwan e danneggia gravemente i legami tra Cina-Usa".

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