Nancy Pelosi, la guerriera "italiana" al Congresso americano

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AGI - La democratica Nancy Pelosi, 81enne con radici italiane, considerata la donna più potente a Washington, è nota anche per essere quella dei primati nella politica e nelle istituzioni Usa. Nel gennaio 2021, nonostante una fronda interna al suo partito, è stata rieletta alla carica di speaker della Camera dei rappresentanti, per un quarto mandato che - ha promesso - sarà l'ultimo dopo quelli svolti da gennaio 2019 e dal 2007 al 2011.

È la prima donna, prima californiana e prima italoamericana a ricoprire l'incarico oltre ad essere stata la prima a guidare un partito politico in una delle camere del Congresso (è capogruppo democratico dal 2002, quando è succeduta a Dick Gephardt).

Attualmente è anche il decano della delegazione californiana al Congresso essendo in carica dal 1987 (ha rappresentato prima il quinto e poi l'ottavo distretto della California, quello che comprende San Francisco): è stata riconfermata per ben otto volte, spesso con oltre il 70% di preferenze. Un altro dei suoi record è stato un suo discorso di 8 ore e 7 minuti alla Camera, in difesa dei figli dei migranti. 

Infanzia ed eredità paterna

Nata a Baltimora il 26 marzo 1940, era destinata alla politica. Suo padre, Thomas D'Alessandro, divenne sindaco quando lei aveva 7 anni ed è stato rieletto tre volte. Nancy passò infanzia e adolescenza da "figlia del sindaco", lavorando anche alle sue campagne elettorali. Partecipò alle sua prima Convention nazionale dei democratici a soli 12 anni.

Dopo il padre, divenne sindaco di Baltimora uno dei suoi cinque fratelli. Si laureò alla Trinity nel 1962, e lavorò al Congresso per un senatore del Maryland. Sposò Paul Pelosi e si stabilirono a New York City, dove il marito lavorava come banchiere: hanno avuto cinque figli.   Come membro del Congresso, ha difeso sempre istanze liberali e progressiste.

Lo scontro con Trump

E più di ogni altro politico statunitense, è stata la principale avversaria dell'ex presidente Donald Trump, con il quale è entrata in rotta di collisione in più occasioni. Una delle più emblematiche battaglie contro il tycoon è stata la procedura di impeachment: Pelosi ha invocato il ricorso al 25esimo emendamento della Costituzione, quello che consente di rimuovere dall'incarico un presidente perché dichiarato incapace di svolgere le sua funzioni.

Lo scorso gennaio, dopo l'attacco a Capitol Hill, Pelosi ha firmato il secondo impeachment, approvato dalla Camera per "istigazione all'insurrezione"; "Nessuno è al di sopra della legge, neppure il presidente degli Stati Uniti", ha tuonato, definendo Trump un “pericolo per la nazione”

. Per fare luce sull'assedio a Capitol Hill del 6 gennaio, la speaker della Camera ha fatto istituire una commissione speciale sul modello di quella che aveva indagato sull'attacco terroristico del 2001. Dal novembre 2020, per lei si è aperta una nuova pagina: con l'elezione alla presidenza di Joe Biden e della sua vice Kamala Harris, Pelosi vede "l'opportunità di realizzare progressi straordinari".

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