Napoleone, Charles Bonaparte: "Il mio antenato padre fondatore dell'Europa"

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"Sono assolutamente favorevole alla commemorazione del mio illustre antenato, non sono d'accordo a celebrarne il mito. L'Impero, a mio avviso è stata solo una parentesi nella storia della Francia. In fondo Napoleone è un uomo delle Rivoluzione che ha avuto una carriera al servizio della Repubblica". E' quanto ha dichiarato in una intervista al settimanale francese 'Point de vue', Charles Bonaparte, pronipote dell'Imperatore, discendente dal fratello Girolamo, con qualche settimana di anticipo sul dibattito apertosi in Francia a proposito delle Celebrazioni del Bicentenario napoleonico.

Presidente della Federazione Europea delle Città di Storia napoleonica, di cui fanno parte circa 70 luoghi simbolo sparsi in 13 Paesi del vecchio continente, tra le quali le città di Fontainebleau, Iena e Aiaccio.

Ed ha aggiunto Charles Bonaparte, in libreria per Grasset con il suo ultimo libro, 'La libertè. Bonaparte': "A volte si giudica il mio antenato in modo ostile. Ma bisogna imparare a rileggere o capire il periodo storico in cui sono accaduti alcuni eventi o sono state prese decisioni come la reintroduzione della schiavitù nelle colonie francesi. Ma nei suoi scritti non ho mai trovato una parola 'razzista' - ha proseguito lo studioso e scrittore- Napoleone era un uomo del suo tempo, la situazione geopolitica, soprattutto nelle isole caraibiche, era di difficile gestione, voleva preservare gli interessi della Francia. Solo più tardi nell'esilio di Sant'Elena, a proposito della schiavitù, confesserà di aver fatto una 'sciocchezza'.

Ed ha proposito dell'Europa moderna Charles Bonaparte, non ha dubbi: "Napoleone è uno dei padri fondatori dell'Europa, da cui discendente la mia famiglia, anche se io alcuni anni fa ho ripreso in mano il mio destino, per coerenza, cambiando il nome da Napoleone a Bonaparte. In fondo anch'io sono 'fils de la répubblique', figlio della repubblica, non volevo assolutamente intestarmi il racconto di un'epopea dinastica. Semmai - ha proseguito Charles Bonaparte - come è accaduto nel mio ultimo lavoro, ho cercato all'interno del clan, personalità che incarnassero lo spirito libertario di Napoleone, ma anche il suo desiderio di progresso, di sviluppo e avanzamento della società, come Lucien, molto critico nei confronti del celebre fratello o Geronimo e Marie Bonaparte, discepola. quest'ultima, di Freud e fondatrice della psicanalisi in Francia.

"Anch'io, come loro - ha confidato ancora al settimanale francese- mi sono ritrovato, sicuramente per il nome che porto, legato al destino dei Bonaparte. All'inizio è stato difficile e doloroso. Spero, oggi, di essere riuscito a trovare la mia strada". Charles Bonaparte è presidente della Federazione Europea delle Città di Storia napoleonica, di cui fanno parte circa 70 luoghi -simbolo sparsi in 13 Paesi del vecchio continente, tra le quali le città di Fontainebleau, Iena e Aiaccio.