**Napoleone: dal grande statista al mito, nuovi libri raccontano la sua leggenda**

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Roma, 30 apr. (Adnkronos) – Il grande statista e il manager, ma anche il generale che, per ottenere le sue vittorie e conquiste, ha fatto leva su una guardia imperiale fidata e disposta a tutto per lui. Ed ancora l’uomo che è diventato una leggenda alimentata subito dopo la sua morte, il 5 maggio del 1821, alla fine del suo esilio a Sant’Elena, una sperduta isola dell’Atlantico dove ha trascorso gli ultimi anni di vita. Napoleone Bonaparte è un argomento ghiotto per gli studiosi che, in vista del bicentenario della morte, l’hanno declinato con chiavi di lettura diverse illuminando aspetti particolari.

Ernesto Ferrero, che nel 2000 con ‘N’, romanzo in cui racconta i dieci mesi dell’esilio all’isola d’Elba ha vinto il premio Strega, torna ad occuparsi del generale corso nel saggio ‘Napoleone in 20 parole’, in libreria con Einaudi. Un libro in cui condensa l’esperienza napoleonica in 20 temi-chiave che ne hanno segnato l’ascesa e la sua evoluzione. Temi fondamentali che mettono in rilievo, ad esempio, le inesauribili capacità organizzative di Napoleone, le sue tecniche di comunicazione, la sua progettualità visionaria o il fatto che Napoleone fu, secondo Ferrero, l’inventore della meritocrazia. Senza dimenticare l’attenzione nei confronti dell’arte, la rifondazione della macchina dello Stato cominciando dal Codice Civile. Aspetti che possono rivelare meglio le doti di cui disponeva Napoleone tra le quali Ferrero esamina anche le sue capacità manageriali.

Il giornalista e storico Sergio Valzania, invece, considera l’esperienza napoleonica declinandola sotto il profilo militare. Nel volume ‘Napoleone e la guardia imperiale. La storia delle truppe che permisero al generale di costruire un impero’ in libreria con Mondadori (collana Le Scie), infatti, descrive il rapporto intenso che Napoleone ha avuto con i suoi soldati. Le sue fortune militari sono dovute ai grognards, i brontoloni, come lui stesso li ha battezzati affettuosamente.