**Napoleone: dal grande statista al mito, nuovi libri raccontano la sua leggenda** (3)

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(Adnkronos) – Un periodo nel quale, allontanando i fantasmi del passato, usò il tempo dell'esilio per guardarsi dentro, lavorare sulla memoria scoprendo il suo spazio interiore. In ogni caso, Napoleone non ha assunto soltanto un ruolo nell'ambito del dibattito storico e politico. La sua grande forza e le sue gesta, infatti, hanno ispirato anche intellettuali e letterati in Italia. In altri termini, è diventato fin da subito, anche nel nostro Paese, un tema letterario. A darne conto è Matteo Palumbo, ordinario di Letteratura italiana a Napoli, nel libro 'Ei fu. Vita letteraria di Napoleone da Foscolo a Gadda' edito da Salerno Editrice.

Tra la fine del Settecento e all’inizio dell’Ottocento, ricorda lo studioso, i versi dei poeti dipingono la sua grandezza. Il generale è ritratto come un giovane eroe o un traditore. È un simbolo della fede per Manzoni o un modello di successo borghese per Svevo. Si trasforma in apparizione onirica nel bosco del Barone rampante di Calvino. Compare in una celebre battuta di Miseria e Nobiltà. Viene usato da Gadda per contrapporre le falsificazione della poesia agli orridi veri della vita. Questo libro racconta il mito di Napoleone e le sue metamorfosi secondo la storia del nostro immaginario.

Il catalogo della casa editrice Salerno è arricchito infine dalla nuova edizione aggiornata di un classico, 'Napoleone' di Luigi Mascilli Migliorini, e dal volume curato da Annalisa Paradiso con l'introduzione e la postfazione di Luciano Canfora, 'Le guerre di Cesare', il testamento politico scritto dallo stesso Napoleone. In quest'ultimo libro, pubblicato a Parigi nel 1836, l’imperatore, confinato a Sant’Elena, fiaccato nel corpo e nell’anima, ma ancora lucido, detta al fedele Marchand il suo testamento politico, ricostruendo l’intera vicenda umana di Giulio Cesare: dalla guerra gallica al confronto finale con i suoi assassini.