A Napoli arriva l’esposizione “Los Angeles (State of Mind)”

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Napoli, 28 mag. (askanews) – Dopo le mostre su New York, Londra e Berlino, a Napoli arriva Los Angeles. Dal 28 maggio al 26 settembre prossimo, sarà aperta al pubblico, alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Palazzo Zevallos Stigliano, l esposizione “Los Angeles (State of Mind). Prosegue, quindi, il filo che lega la città partenopea con le mostre dedicate alle grandi città internazionali che, sul finire del 900, hanno cambiato la storia dell arte.

In un percorso di 36 opere provenienti da gallerie e collezioni private italiane e internazionali e della collezione Luigi e Peppino Agrati – Intesa Sanpaolo, l’esposizione Los Angeles (State of Mind), realizzata con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli, è il racconto di una città attraverso diverse generazioni di artisti che si sono imposte a partire dagli anni Settanta per arrivare fino a oggi.

La mostra è a cura del critico d’arte Luca Beatrice: “A differenza delle altre mostre verticali questa è una mostra orizzontale e che segue tutto il paesaggio di Los Angeles; un paesaggio dominato dalle colline dove c’è la scritta Hollywood, per analizzare il lavoro di alcuni artisti dagli anni 70 ad oggi con una modalità di linguaggio estremamente vario: si va dalla performance, ai video dalla pittura, al disegno all’installazione alla fotografia”.

Per Beatrice la città di Napoli “gioca un ruolo molto importante in tutto ciò perché è una città che ha avuto una vocazione internazionale dimostrata anche nelle precedenti mostre e che anche questa volta attraverso il lavoro di gallerie e l’attenzione dei collezionisti privati è riuscita a portare in città l’esperienza di alcuni artisti californiani cito Gary Hill, James Brown, Allan McCollum”.

Michele Coppola, Direttore Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d’Italia:

“E’ bene dire che le opere in mostra, sempre più nel corso dei diversi appuntamenti, arrivano da gallerie, molte di queste sono napoletane e questo dimostra come, in sostanza, il racconto affondi le radici negli anni passati; non si tratta di improvvisazioni, non sono relazioni estemporanee, non sono acquisizioni dell’ultimo anno ma in realtà sono elementi che certificano una dimensione e una storia mondiale di una capitale della cultura quale è Napoli”.