Napoli, chiesti arresti domiciliari per Biagio Izzo

Il reato ipotizzato è turbativa d’asta e oltre ai tre uomini coinvolge direttamente anche Biagio Izzo. (Credits – Facebook)

Guai per Biagio Izzo, l’attore comico napoletano. L’uomo, infatti, è finito all’interno di un’inchiesta Guardia di Finanza che configura presunti illeciti e favoritismi nelle procedure di riscossione dei tributi e nelle fasi successive di esecuzione forzata e giudizio in commissione tributaria. E ora il giudice chiede per lui gli arresti domiciliari.

“Questa vicenda non mi riguarda non ho parlato né chiesto favori a nessuno. Purtroppo conosco tante persone e c’è chi tenta di accreditarsi in questo modo. Si risolverà tutto in una bolla di sapone” ha detto Izzo a la Repubblica. Ma di cosa è accusato l’attore partenopeo?

Tutto nasce da un contenzioso di Biagio Izzo con Equitalia relativo a cartelle esattoriali e che aveva portato al pignoramento di una Vespa 300 e una Fiat 500 dell’attore. Ebbene, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, quando i due veicoli di Izzo finirono all’asta giudiziaria il titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche e un dipendente di Equitalia si sarebbero adoperati per fare in modo che i beni fossero acquistati all’asta per poi tornare nella disponibilità di Izzo.

Secondo le intercettazioni avvenute il giorno dell’asta, infatti, i due uomini con la complicità di un dirigente dell’istituto vendite giudiziarie di Napoli avrebbero avuto un dialogo telefonico in cui hanno detto “Stiamo seguendo questa cosa, ti ha detto il nome del contribuente? […] È un attore famoso”. Insomma, il reato ipotizzato è turbativa d’asta e oltre ai tre uomini coinvolge direttamente anche Biagio Izzo.

Accuse che, però, il gip ha bocciato e la Procura ora ha fatto ricorso davanti al Tribunale del Riesame. “Il mio assistito come già riconosciuto dal gip è totalmente estraneo a qualsiasi ipotesi di reato. L’attore infatti non compare in alcuna conversazione ed è conivolto nell’inchiesta solo indirettamente a causa di soggetti che cercano di entrare nelle sue grazie. Il gip ha già fatto chiarezza escludendo in radice la possibilità che possa configurarsi in punto di fatto e diritto un’ipotesi di turbativa d’asta. L’appello del pm, che non è neanche quello territorialmente competente, mi sorprende trattandosi peraltro di fatti di circa 3 anni fa” ha detto l’avvocato di Izzo.