Napoli, corteo anti-Salvini si trasforma in guerriglia

Maria Elena Ribezzo
Napoli, corteo anti-Salvini si trasforma in guerriglia

E' finito in una vera e propria guerriglia urbana il corteo organizzato a Napoli contro il comizio del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Auto distrutte, cassonetti dati alle fiamme mentre sassi, petardi, bombe carta e molotov venivano lanciati contro gli agenti in tenuta antisommossa che impedivano ai manifestanti di raggiungere la Mostra d'Oltremare, dove il leader del Carroccio teneva il suo discorso. Il quartiere di Fuorigrotta è stato messo sotto assedio per un'ora e mezzo, quando gli agenti sono riusciti, con gli idranti e una colonna di blindati, a disperdere la folla. Tre sono stati gli arrestati e tre i denunciati a piede libero, tutti accusati di radunata sediziosa, danneggiamento, lancio di oggetti contuindenti, violenza e lesioni a pubblico ufficiale; undici gli agenti feriti, ai quali si aggiungono tre ispettori e due funzionari della polizia. Questo è il bilancio di una giornata da incubo, dalla quale, è prevedibile, Salvini trarrà vantaggio. "La prossima volta - ha assicurato - il comizio lo facciamo in piazza del Plebiscito, poi vediamo". "Qui ci sono uomini, fuori i caporali. Qui ci sono uomini, fuori i quaquaraquà. Quando andiamo al Governo nel nome del buon senso, quando abbiamo finito di sgomberare i campi rom cominciamo con i centri sociali". Ha ammesso di aver "sbagliato" in passato su Napoli e sul Sud, ma ha promesso di "non sbagliare in futuro", perché "Il futuro dell'Italia è il rispetto delle diversità nel Paese". D'altra parte, "un segretario che prende un partito al 3% e lo porta al 13, potrebbe starsene a casa. Perché sono a Napoli? Perché sono convinto che si vinca insieme". Poi ha detto quello che mai ci si sarebbe aspettato da lui qualche anno fa: "Napoli è casa mia, Milano è casa mia, Bari è casa mia". Ci sono zone di Napoli "che non sono più 'Italia'" e ha esortato: "Riprendiamocele pezzo per pezzo".

TUTTI CONTRO DE MAGISTRIS - Il sindaco della città, Luigi De Magistris, dovrà gestire un endorsement fatto nei giorni scorsi ai manifestanti che gli è costato caro. Ha stigmatizzato la concessione della sala della Mostra d'Oltremare a Salvini nonostante la rescissione del contratto di venerdì, dopo la quale è dovuto intervenire il ministero dell'Interno. "Evidentemente - ha affermato - si è ritenuto di far prevalere il capriccio di Salvini". "Siamo con il cuore insieme alle ragazze e ai ragazzi delle forze dell'ordine che per 1.200 euro al mese stanno rispondendo a gente in piazza per devastare. Complimenti a Luigi De Magistris, stai crescendo una bella gioventù", ha affermato Salvini, che ha incassato la solidarietà anche del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a Torino per il Lingotto. "Salvini ha il diritto di parlare dove e come crede", ha affermato, estendendo la solidarietà agli agenti "colpiti da bombe molotov". Da destra e sinistra tutti ora invitano il sindaco a scusarsi per aver espresso più volte pubblicamente il suo sostegno ai manifestanti, nei giorni scorsi: "Che vergogna De Magistris che alimenta l'odio contro Salvini a Napoli", afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Stefano Maullu ne chiede la destituzione d'ufficio, per essersi posto "al di fuori del perimetro democratico" e Gianni Alemanno chiede il commissariamento del Comune di Napoli. "Napoli oggi sta mostrando il suo volto peggiore - sostiene Mara Carfagna, che a Napoli è consigliere comunale -, quello di una piccola minoranza di facinorosi che sentendo di avere la benevolenza del sindaco credono di poter piegare la città al loro volere. Ed è questa fotografia di Napoli, quella della democrazia sospesa e delle manifestazioni violente, che farà il giro del mondo e getterà discredito su un'intera città e su tutti i napoletani. Questa fotografia porta la firma di de Magistris che ancora una volta non ha esitato ad incoraggiare i violenti soffiando sul fuoco della protesta". "Un sindaco - afferma Stefano Pedica del Pd - non può negare a nessuno di parlare. Queste sono le conseguenze di chi alimenta il clima di tensione. In Italia vige la democrazia e De Magistris lo deve capire bene. Chieda scusa alla città e rifletta sui compiti di un sindaco, che prima di tutto deve garantire la sicurezza della città che rappresenta".

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