Napoli, giovane scivola tentando di salire un palo antistante a uno stabile dell'università Orientale

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Napoli, giovane cade
Napoli, giovane cade

Una sfida che poteva costare caro ad un giovane di Napoli. Nella serata di sabato 28 agosto, un ragazzo si è ferito dopo aver tentato di arrampicarsi su un palo. Il video della vicenda ha fatto il giro dei social, diventando presto molto popolare.

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Napoli, le dinamiche dell’incidente

La vicenda si è svolta in largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. Erano passate le 21 da qualche minuto. Un ragazzo ha iniziato a salire su un palo antistante a un edificio dell’università Orientale. Accanto a lui vi erano diversi coetanei che, incuriositi, volevano assistere al tentativo. Alcuni di loro hanno documentato con i loro telefonini l’intera scena.

Ad un certo punto il giovane è scivolato. Ciò lo ha portato a precipitare per ben 3 metri. L’impatto con il duro suolo della strada lo ha fatto inizialmente svenire. Fortunatamente, poco dopo è rinvenuto.

Napoli, i soccorsi e il ricovero del giovane

Presto è giunta sul posto un’ambulanza. Tuttavia, i soccorsi hanno trovato subito delle difficoltà nel raggiungere il ragazzo. Questo perché hanno avuto di fronte un grande numero di persone tutte lì riunite. Uno degli operatori ha quindi addirittura tentato di arrivare dal giovane a piedi, con una sedia.

Il ferito è stato infine preso in cura all’ospedale Fatebenefratelli. Lì è stato accertato che la caduta gli ha causato delle distorsioni a un polso e a una caviglia.

Napoli, il malcontento dei ristoratori

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I fatti di sabato 28 agosto sono gli ultimi di una serie disordini che hanno interessato spesso il centro di Napoli. Fabrizio Caliendo, titolare del locale Kestè, ha parlato di “una movida fuori controllo”.

Qui girano hashish, cocaina, Lsd – ha spiegato -. Sono passati dall’arrampicata sui lampioni a quella sul portale, denuncio da mesi una situazione insostenibile. In piazza una totale assenza di controlli, e quando ci sono sembrano del tutto inadeguati”.

Il ristoratore poi ha aggiunto: “Nello scorso weekend la piazza è stata blindata dalle forze dell’ordine, non hanno consentito a nessuno di entrare. Stasera (ieri, ndr) non c’era neanche un’auto a vigilare. Servono controlli adeguati, chiudere una piazza significa ammazzare l’economia per una sera per poi tornare ai soliti problemi il weekend successivo. E ogni volta che succede qualcosa, nel mirino finiamo noi. Una situazione assurda“.

E ancora: “A volte siamo costretti a barricarci nel locale, partono risse con 30-40 persone e arrivano ragazzi con la testa rotta che dobbiamo soccorrere. Non è possibile che il centro storico sia completamente abbandonato a se stesso, non dopo un’emergenza Covid che ci ha già messo in ginocchio“.

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