Napoli, il San Paolo diventa lo stadio Maradona. Ma i sacerdoti non ci stanno

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(AP Photo/Alessandra Tarantino)
(AP Photo/Alessandra Tarantino)

Ora è ufficiale. Il San Paolo di Napoli si chiamerà stadio "Diego Armando Maradona". Il Comune ha approvato all'unanimità l'intitolazione dell'impianto al campione argentino scomparso il 25 novembre: "Al più grande calciatore di tutti i tempi che con il suo talento e la sua magia ha onorato la squadra", viene scritto in una nota. Non tutti però sono d'accordo. A farsi sentire negli ultimi giorni è stato il parere negativo dei sacerdoti napoletani.

La lettera al cardinal Sepe

Lo ha scritto nero su bianco, in una lettera indirizzata al cardinal Sepe don Salvatore Giuliano, parroco della Basilica di San Giovanni Maggiore: "Lo stadio San Paolo resti al Santo che ci ha portato Gesù! Sento con umiltà la grande responsabilità innanzi a Dio di dirvelo", scrive nella missiva riportata dal Mattino, "trovo veramente triste che mentre i potenti cancellano i nomi e i segni della fede dalle nostre città, noi cristiani restiamo in silenzio o, peggio, li appoggiamo".

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La doppia intitolazione

Un pensieri condiviso da gran parte dei confratelli che hanno deciso di rivolgersi alle istituzioni. Nella nota indirizzata all’assessore Alessandra Clemente, ipotizzano come rimedio la doppia intitolazione: "Il Consiglio dei decani potrebbe valutare la proposta della doppia titolazione, sicuramente equilibrata, e poi passarla ai presbiteri". Dopo lo stadio San Siro - Meazza di Milano, arriverà quello San Paolo - Maradona a Napoli?

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