Napoli, murale a baby rapinatore: Tar dice si a cancellazione

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Image from askanews web site
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Roma, 30 ago. (askanews) - Questa mattina il Tar della Campania ha comunicato la decisione avversa al ricorso in difesa del murales "Verità e Giustizia per Ugo Russo", considerando l'opera in questione una "trasformazione fisica dell'immobile". Il Comitato Verità e giustizia in una comunicato sottolinea che questa interpretazione è "sbagliata e forzata sulla cui base era stata rigettata la Cila in sanatoria presentata dai condomini dell'immobile".

E poi "si era espressa all'opposto invece la Soprintendenza che aveva dato il nulla osta per il murales per Ugo, definendolo 'un'opera decorativa' e fattibile (quale sarebbe altrimenti la differenza tra palazzi vincolati e non vincolati come l'immobile degradato su cui è stato realizzato il murales per Ugo?). Nel conflitto di interpretazione tra soprintendenza e comune, singolarmente, in un caso di tutela storico-architettonica, il tar ha condiviso un'interpretazione dell'amministrazione comunale mai formulata prima in decine di casi analoghi".

Il Comitato aggiunge: "Diciamo senza mezzi termini che per noi è una sentenza pesantemente condizionata dal clima politico e diffamatorio alimentato istituzionalmente e mediaticamente intorno al murales. (A giugno scorso il padre di Ugo fece persino aggiungere sul murales la scritta 'Contro tutte le Mafie', per chiarezza, per convinzione e perchè stanco delle strumentalizzazioni mediatiche sul caso)".

E quindi "nei fatti l'iniziativa dell'amministrazione è una censura politica travestita di cavilli amministrativi per aggirare il dettato della Costituzione e di molte sentenze che vietano di entrare nel merito dell'interpretazione di un'opera d'arte. Il danno collaterale è che da oggi quasi tutta l'arte muraria del centro storico di Napoli (dal San Gennaro di Jorit a Banksy a quasi tutti i murales del rione Sanità di Bosoletti, Tono Cruz ecc) uno dei principali patrimoni artistici di questo tipo in Europa, è di fatto qualificata come illegittima e abusiva perchè 'viola il piano regolatore'...!".

Il Comitato annuncia: "Stiamo valutando in queste ore se ricorrere al Consiglio di Stato per difendere la legittimità del murales (e con esso di tutto il patrimonio di arte muraria del centro antico della nostra città) ma una cosa è certa: come ha dimostrato la mobilitazione sociale in questi mesi, non sarà una sentenza o un'ordinanza a zittire e silenziare la rivendicazione di verità e giustizia per Ugo. E le prossime iniziative lo dimostreranno".

Il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che da sempre si batte contro gli altarini e murales dedicati a criminali e camorristi, è di idea differente. "E' incredibile che si sia dovuto aspettare tutto questo tempo e un giudizio del Tar per avviare la procedura per la cancellazione del murale dedicato ai Quartieri Spagnoli al baby rapinatore Ugo Russo - precisa in una nota - Addirittura vengono famiglie mafiose da altre regioni per incontrarsi con altri criminali sotto a quello che viene considerato uno degli omaggi più importanti alla delinquenza locale".

E' quindi "uno sconcio insopportabile che tra ricorsi e manifestazioni rappresenta una offesa indelebile ai napoletani onesti, alle vittime della criminalità, ai cittadini onesti. Adesso ci aspettiamo che rapidamente venga cancellato l'omaggio al baby rapinatore. La famiglia potrà ricordare il ragazzo in privato e nella propria abitazione non di certo imporre al quartiere e alla città un modello di vita sbagliato e criminale finito purtroppo in modo tragico. Gli omaggi vanno fatti agli eroi napoletani e alle vittime della criminalità non a questi soggetti", dice ancora Borrelli.

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