Napoli, omicidio davanti scuola: altri 2 arresti

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Napoli, 25 nov. (askanews) - Nelle prime ore di questa mattina, altre due persone sono state arrestate a Napoli, per l'omicidio del 9 aprile scorso, di Luigi Mignano, l'uomo che stava accompagnando a scuola il nipotino, nel rione villa, nel napoletano. I Carabinieri e la Polizia di Stato hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei 2 soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, incendio, ricettazione, aggravate dalle finalità mafiose.

Le indagini, scattate subito dopo la commissione del delitto davanti a bambini e genitori che li stavano accompagnando a scuola avevano già permesso a meno di un mese dall'evento di emettere all'A.G. inquirente un provvedimento emergenziale di fermo, eseguito il 4 maggio 2019, nei confronti di 7 soggetti, elementi apicali ed affiliati al clan D'Amico, articolazione del gruppo camorristico Mazzarella operante nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

L'attività investigativa ha permesso di ricostruire in maniera definitiva tutte le fasi dell'azione delittuosa, che va ricondotta nell'ambito della contrapposizione armata tra i clan Mazzarella e Rinaldi, per il controllo delle attività illecite nell'area orientale del capoluogo campano.

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    Addio a Mario, il barista di Ligabue immortalato in 'Certe notti'

    Addio a Mario Zanni, il gestore del "Bar Mario" di San Martino in Rio, paese vicino a Correggio (Reggio Emilia) immortalato da Luciano Ligabue in due canzoni, "Bar Mario" del 1988, uno dei primi successi del cantautore emiliano, e "Certe notti" ("Ci vediamo da Mario, prima o poi") del 1995. Aveva 80 anni. La camera ardente è stata allestita alla Casa funeraria Rossi, in via don Borghi a San Martino in Rio, da dove oggi pomeriggio alle ore 15 partirà il corteo funebre per il funerale che sarà celebrato nella chiesa parrocchiale del paese; dopo il rito religioso il feretro sarà cremato.  Negli anni del grande successo della canzone di Ligabue il bar di Zanni era meta di tanti fan del rocker. Il fan club ufficiale del cantante, barMario, prende nome dal titolo di questo brano. E ancora oggi, nonostante il cambio di gestione, sono numerosi gli ammiratori del Liga che fanno tappa nel locale di via Forche. Agli inizi della carriera il cantautore di Correggio, scrive "Il Resto del Carlino", conosceva il "Bar Mario" perché era tappa fissa della sua band, gli Orazero, dopo le prove in una vicina ex stalla, a Lemizzone. Si faceva tardi tra gnocco fritto e bevande. E le storie di passaggio da quel bar erano diventate il tema della canzone "Bar Mario": "Mario d un colpo di straccio al banco del bar... Mario sputa e tira fuori i conti del bar... Mario manda tutti a nanna e poi chiude il bar". La figura di Mario è finita anche nel primo film di Ligabue, "Radiofreccia" (1998): quel barista che faceva la squadra di calcio e filosofeggiava dal bancone, nella pellicola con il nome di Adolfo, aveva il volto e la voce di Francesco Guccini.

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    Ragazzi morti a Terni, Boschini (San Patrignano): "Mai vista una cosa simile"

    "Sono in questo ambiente da 50 anni, ne ho viste di tutti colori, conosco ogni singola storia e comportamento di tossici e persone problematiche, ma mai avevo sentito una simile notizia. Mi ha sconvolto". Così all'Adnkronos Antonio Boschini, responsabile terapeutico della Comunità di San Patrignano, commenta la morte di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, i due ragazzi di Terni, 16 e 15 anni, ritrovati senza vita dai genitori nelle rispettive camere da letto martedì mattina. Letale potrebbe essere stata una dose di metadone. "Conosco bene quel mondo - prosegue - e sono rimasto senza parole. Non solo per la tragedia delle famiglie, perché penso non ci sia dolore più grande per un genitore di perdere un figlio in quel modo, ma per il dramma in sé. Siamo arrivati al punto che due ragazzini, non tossici, che quasi sicuramente non hanno mai fatto uso di eroina, si siano procurati del metadone e lo abbiano ingerito. Non conoscendo minimamente i rischi che stavano correndo. E' davvero un fatto insolito che deve farci riflettere". Boschini ha voluto poi lanciare l'allarme. "Ci stiamo avvicinando a quello che succede in America da anni, dove si registra una vera 'epidemia' di oppiacei, venduti regolarmente come fossero farmaci per curare mal di testa e dolori ossei. Prima venivano somministrati solo su prescrizione ai malati terminali, ora non è più così. E a questo punto il rischio è che possa succedere in Italia. Conosco tanti ragazzi che mi raccontano di averlo a disposizione e di venderlo. Ma si tratta di tossicodipendenti in cura che lo sostituiscono all'eroina. Non di due ragazzi nemmeno maggiorenni. E' impressionante solo pensarla una cosa simile". Sulle responsabilità dell'accaduto il responsabile terapeutico di San Patrignano non ha dubbi. "Non credo affatto sia colpa dei genitori. Ormai la noia e la moda portano a compiere queste azioni folli. Si esorta all'uso della droga in ogni dove, anche nei testi di alcune canzoni rap. E allora il corto circuito è facile che si inneschi. Messaggi negativi ti portano dal farti una canna a prenderti del metadone quando poco prima stavi giocando a pallone in parrocchia. Se non sei abituato poi vai incontro ad una morte lenta. Come poi è successo a questi giovani ragazzi".

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  • Milano, scontro auto-furgone: muoiono due 27enni
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    Milano, scontro auto-furgone: muoiono due 27enni

    Due 27enni sono morti nella notte in un incidente d’auto a Gorgonzola, nel Milanese, sulla strada statale 11. Intorno alle 2 di notte l’auto su cui viaggiavano, una Ford Fiesta, si è scontrata frontalmente con un furgoncino, un Ford Transit, che procedeva nella direzione opposta. I due giovani, entrambi cittadini rumeni e residenti rispettivamente a Gorgonzola e a Cassina de’ Pecchi, sono morti sul colpo. I loro corpi sono stati estratti dalle lamiere della vettura dai vigili del fuoco. Il conducente del van, un 24enne italiano della vicina Basiano, è stato trasportato all’ospedale San Raffaele di Milano in stato di shock ma non in pericolo di vita. La dinamica dell’incidente è ancora in corso di accertamento, ma stando alle prime ricostruzioni sembrerebbe che la Fiesta abbia invaso la corsia opposta e il Transit non sia riuscito a evitare lo scontro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Gorgonzola insieme al Nucleo radiomobile della compagnia di Cassano D’Adda.

  • Chiambretti: "Su 'Tiki Taka' ancora nessuna firma, ma se lo faccio protagonista sarà il calcio'
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    Chiambretti: "Su 'Tiki Taka' ancora nessuna firma, ma se lo faccio protagonista sarà il calcio'

    di Ilaria Floris "Ci sono stati diversi incontri sull'ipotesi di una mia conduzione a 'Tiki Taka', ma ancora non c'è nessuna firma, nessuna ufficialità. Se dovessi farlo, però, il calcio farà un passo avanti e io un passo indietro. Entrerò in punta di piedi, così sono anche più alto". A chiarirlo all'Adnkronos è Piero Chiambretti, dopo i rumors che vorrebbero il conduttore già al timone dello storico programma sportivo di Italia 1.  "Ci dobbiamo incontrare ancora", spiega Chiambretti, che sottolinea: "E' una proposta arrivata un po' a sorpresa, sarebbe la prima volta nella mia storia televisiva che faccio un programma che non è mio, con una struttura già presente". E sull'impostazione che avrebbe la trasmissione, il conduttore, spiega: "Cercherei di stare al mio posto, il protagonista è il calcio, il calcio parlato. Io sono un appassionato di calcio ma ci tengo a precisare che non sono né un giornalista, né un ex calciatore né un allenatore, sono semplicemente un tifoso con l'esperienza di tutti quelli che seguono il calcio da quando hanno sette otto anni". "Tutte le commistioni degli ultimi anni, dove il calcio si è fuso con l'intrattenimento, sono state sempre dei disastri -dice il conduttore- e questo perché l'intrattenimento superava forse l'interesse per il calcio. Quindi, dato che questo è un programma di calcio, la prima cosa che farei è metterci il massimo dell'impegno, ma facendo un passo indietro. Potrei esserci e non esserci. Il Dio pallone deve vincere, non va sgonfiato ma anzi va esaltato".

  • Allarme Covid, la decisione del Premier Conte
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    Allarme Covid, la decisione del Premier Conte

    Su proposta del premier Giuseppe Conte, lo stato di emergenza potrebbe essere prorogato fino al 31 dicembre 2020.

  • Omicidio Fumarola, il padre: "Tradito da qualcuno di cui si fidava"
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    Omicidio Fumarola, il padre: "Tradito da qualcuno di cui si fidava"

    "Sembra tutto fermo, però non è così". Ad affermarlo in un'intervista rilasciata all'Adnkronos è Alessandro Fumarola, padre di Luigi Fumarola, 25enne scomparso l'11 luglio 2019 da Bisignano, in provincia di Cosenza, e ritrovato privo di vita il 15 agosto. Per la sua morte, a distanza di un anno, non è stato ancora trovato un responsabile. "La Procura di Cosenza sta lavorando, - afferma Alessandro Fumarola - non sappiamo nulla, ma hanno tanti elementi a disposizione, sono anche andati ad indagare all'estero. A giorni dovrebbe essere consegnata la relazione legale sulla dinamica dell'omicidio. Sanno già tutto, devono solo accertare bene i fatti prima di agire. Gli assassini di mio figlio non la faranno franca, proveranno quello che io vivo ogni giorno. Devono pagare tutto".  “Un’idea precisa di quello che sia successo non ce l’ho perché non riesco neanche ad immaginare che possa aver fatto qualcosa di così grave da arrivare ad essere ucciso. Non ce ne sarebbe stato motivo, è assurdo. Era un giovane papà di 25 anni, campione di arti marziali, pieno di vita, senza alcun vizio di droga, quale ‘sgarro’ poteva fare? Di certo è stato venduto, tradito da qualcuno di cui si fidava che lo ha portato a morire. Era una persona socievole, - spiega il papà - tutti lo cercavano e gli volevano bene in paese, dai bambini agli adulti. Mio figlio per me è vivo ed insieme a lui combatterò per avere verità e giustizia”.  “Quella sera – racconta Alessandro Fumarola - è uscito dopo cena, gli amici sono venuti a prenderlo in macchina, sono stati ad un bar dove lui è rimasto per poi andare via con altre persone. In questo lungo anno abbiamo fatto tante ipotesi, però nulla riesce a giustificare un gesto talmente efferato. Forse ha assistito a qualcosa che non doveva vedere, non so cosa pensare, non riusciamo a farcene una ragione. Il suo cadavere è stato trovato a Ferragosto dopo oltre un mese da un mio amico in un bosco tra i rovi, la medium che mia figlia aveva contattato aveva detto che si trovava in zona Mucone, faccia in giù vicino ad acqua e fichi d’india. In effetti era lì”.  Il padre di Luigi Fumarola, ad un anno dalla sua scomparsa ricorda l’omicidio del figlio affermando di confidare nel lavoro della magistratura. “Sul suo corpo – dichiara all’Adnkronos - sono state trovate ferite da arma da fuoco. È stato sparato con un fucile a canne mozze. Quando è sparito era tornato da poche settimane dalla Germania dove da quattro mesi lavorava in un ristorante. Voleva studiare per prendere la patente e ripartire. Sembrava un po’ preoccupato, gli amici dicevano che non lo vedevano solare come al solito, usciva di meno. Con me parlava di tutto, di donne, lavoro, progetti, sogni, andavamo sempre in palestra insieme, si confidava però non mi ha raccontato niente di allarmante”.  “L’ultima volta che l’ho visto era il 7 luglio – ricorda Alessandro Fumarola - ci siamo incontrati in un centro commerciale di Bisignano abbiamo riso e scherzato, poi ho avuto qualche giorno in cui ho lavorato di continuo (mattina, pomeriggio e sera) e non ci siamo mai più visti. Quando è sparito ci siamo allarmati perché aveva lasciato i cani nel cancello della casa di campagna in cui viveva. Non era normale, ogni volta che si spostava mi raccomandava di andare a dargli da mangiare invece non mi aveva detto nulla. Le chiavi dell’appartamento, ancora oggi sotto sequestro, e il suo cellulare non sono mai stati ritrovati”.  “Si pensa che sia stato ucciso in un posto e poi abbandonato nel bosco. Dalle indagini – afferma il papà di Luigi Fumarola - è emerso che il suo telefonino si è spento in contrada Imperatore di Bisignano, zona industriale in cui abitavamo in quel periodo, a circa 5 chilometri di distanza da dove è stato ritrovato. La stessa notte mia moglie mi ha svegliato per dire che aveva appena sentito sparare due colpi di fucile, ma l’ho rassicurata dicendole di stare tranquilla e dormire. Non potevo immaginare cosa stesse succedendo. Voglio conoscere al più presto i motivi alla base dell’uccisione di mio figlio anche se nessuno me lo restituirà. Sto aspettando. A volte penso che sia un sogno e spero di svegliarmi”.

  • Alla base della creazione del buco ci sarebbe la rete idrica
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    Alla base della creazione del buco ci sarebbe la rete idrica

    Voragine in strada a Torino, l'allarme dagli automobilisti per fortuna tutti illesi.

  • Tragedia a Marina di Camerota, giovane perde il controllo del mezzo e finisce contro il muretto
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    Tragedia a Marina di Camerota, giovane perde il controllo del mezzo e finisce contro il muretto

    Federico Giuliani si è spento a soli 31 anni in seguito ad un incidente stradale.

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    AGI

    La chat degli orrori con violenze e mutilazioni

    AGI - Una complessa indagine della Polizia postale e delle comunicazioni ha portato alla denuncia in stato di libertà di 20 minorenni, in concorso tra loro, per i reati di detenzione, divulgazione, cessione di materiale pedopornografico e istigazione a delinquere aggravata. L'operazione, denominata 'Dangerous Images', è stata svolta dai poliziotti del Compartimento Polizia postale per la Toscana coordinati dal procuratore capo per i minorenni di Firenze, Antonio Sangermano.La vicenda è iniziata quando una madre lucchese, trovando sul telefono cellulare del figlio 15enne numerosi filmati hard con protagoniste giovanissime vittime, si e' rivolta alla Polizia postale chiedendo aiuto. Dall'analisi del telefonino e' emerso un numero esorbitante di filmati e immagini pedopornografiche, anche sotto forma di stickers, scambiate e cedute dal giovane, rivelatosi l'organizzatore e promotore dell'attività criminosa insieme ad altri minori, attraverso Whatsapp, Telegram e altre applicazioni di messaggistica istantanea e social network.Sul telefono del ragazzo erano inoltre presenti numerosi file 'gore' (dall'inglese 'incornare'), la nuova frontiera della divulgazione illegale, video e immagini provenienti dal dark web raffiguranti suicidi, mutilazioni, squartamenti e decapitazioni di persone, in qualche caso di animali. Dopo oltre cinque mesi di indagini i poliziotti hanno identificato i soggetti che a vario titolo detenevano o scambiavano immagini e video pedopornografico.Le numerose perquisizioni eseguite dalla Polizia postale e delle comunicazioni, coordinate dal Cncpo (Centro nazionale contrasto alla pedopornografia online), sono state eseguite nei confronti di minori nelle città di Lucca, Pisa, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia, Ancona, Napoli, Milano, Pavia, Varese, Lecce, Roma, Potenza e Vicenza.Il più 'anziano' del gruppo ha compiuto da poco 17 anni, il più giovane ne ha 13. A far parte delle 'chat dell'orrore' vi erano anche 7 adolescenti, tutti 13enni. Sono stati sequestrati decine di telefonini e computer, dalla cui perquisizione informatica sono emersi elementi di riscontro inconfutabili. Sono in corso, da parte degli esperti della Polizia postale, approfondite analisi di tutti i supporti sequestrati al fine di acquisire le prove informatiche e verificare il coinvolgimento di altri soggetti, nonché l'ambito di diffusione del fenomeno.

  • Amanda Lear: "La discomusic? Non l'ho mai amata"
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    Amanda Lear: "La discomusic? Non l'ho mai amata"

    La musica disco? "A me non piace, non mi è mai piaciuta. Lo so, ancora oggi la fanno tutti, ma per me è finita. Preferisco canzoni d'amore, melodiche. Voglio far sognare, piangere, innamorare". Lo rivela Amanda Lear, in un'intervista a La Stampa, mentre racconta del suo nuovo album in lavorazione, spiegando che sarà di un genere musicale completamente diverso da quello che l'ha resa celebre, la discomusic. "Quarant'anni fa il mio produttore tedesco mi diceva: canta alla Marlene, devi essere la Dietrich della discomusic. Mi spingeva verso una voce artificiale, sempre più bassa, che ha fatto il mio successo. Mi faceva fumare e si registrava alle quattro di notte e lui era contento. Oggi è diverso", spiega la cantante. Che non ha solo un disco in progetto, ma anche un film in uscita, 'Si muore solo da vivi', di Alberto Rizzi. "Un bel film in cui credo molto", dice Lear.