Napoli, ricercatori Cnr studiano nuovi farmaci contro coronavirus -2-

Red/Gtu

Roma, 3 mar. (askanews) - All'Ibb il lavoro di ricerca sul nuovo coronavirus viene svolto da un'equipe internazionale, molto giovane, ma già con una lunga esperienza di ricerca sullo sviluppo di vaccini contro malattie respiratorie, composta da sei ricercatori che combinano competenze di chimica, biochimica, biofisica e biologia molecolare. Tutti i giorni lavorano con Rita Berisio nei laboratori napoletani dell'Ibb di via Mezzocannone, due biotecnologi (la beneventana Maria Romano e Flavia Squeglia, originaria di Latina), un chimico (la salernitana Alessia Ruggiero) e un biochimico (il portoghese Miguel Moreira che ha scelto l'Ibb di Napoli per il dottorato internazionale di ricerca "Marie Curie).

"La complessità del contesto attuale ha ridisegnato la geografia della ricerca favorendo lo sviluppo di competenze molto specialistiche e di nuove discipline - spiega il direttore dell'IBB Marcello Mancini - ed uno dei grandi meriti del CNR è quello di aver rotto una organizzazione del sapere rigidamente disciplinare ed aver individuato un modello innovativo di studio che favorisce la multidisciplinarietà e che rappresenta un superamento del sapere cristallizzato in discipline. Come avviene in particolare all'Ibb dove ricercatori che studiano le biomolecole da un punto di vista strutturale e funzionale collaborano con esperti che studiano modelli cellulari ed animali di malattie umane e ricercatori clinici che effettuano sperimentazioni nell'uomo".

Negli studi sul coronavirus i ricercatori dell'Ibb del Cnr stanno cercando di capire in particolare per quale motivo il Covid-19 risulta più infettivo di altri virus similari con l'obiettivo di bloccare questa sua caratteristica, che è il vero grande problema del rischio pandemia. "I sintomi del Coronavirus sono abbastanza blandi, a meno di casi gravi - spiegano i ricercatori - e quindi succede che molti, se si infettano, non presentano sintomi forti, neanche si accorgono di avere il Covid-19 e lo trasmettono ad altri, molto spesso inconsapevolmente". (Segue)