Napoli, sequestrati beni per 100 milioni a imprenditore usuraio

Napoli, 8 mag. (LaPresse) - La guardia di finanza di Napoli ha sequestrato beni per un valore complessivo di 100 milioni di euro a un imprenditore del capoluogo campano, Nicola Di Maio, 74 anni, finito ai domiciliari. L'uomo, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Nola, prestava somme di denaro ad altri imprenditori in difficoltà, in modo particolare autotrasportatori, e ne pretendeva la restituzione con tassi di interesse che sfioravano il 50%. Per gli investigatori, grazie all'applicazione di tassi usurari in modo sistematico e continuativo, sarebbe entrato in possesso di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare.

Tra i beni sequestrati, in Lazio e in Campania, ci sono 150 immobili molte auto di lusso, quote societarie, titoli e conti correnti. In particolare, i finanzieri della compagnia di Casalnuovo di Napoli hanno sequestrato un hotel di lusso, due centri sportivi, a Sabaudia e Marigliano, alcuni locali commerciali e industriali, sette autovetture tra le quali figurano uno dei 281 esemplari della Jaguar XJ220 (del valore di oltre mezzo milione di euro) e alcune Mercedes, quote azionarie di due società alberghiere e numerosissimi conti correnti, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro. I sequestri disposti dal Tribunale di Nola hanno anche riguardato beni intestati alla moglie e alla figlia di Di Maio.

Le indagini, durate circa due anni, sono iniziate da una denuncia di un autotrasportatore che, in poco tempo, aveva accumulato un ingiustificato debito di 600mila euro nei confronti di Di Maio, a fronte dell'acquisto di autoveicoli. Gli investigatori hanno appurato che il 74enne, noto imprenditore della zona con svariati interessi commerciali, tra i quali la vendita di autoveicoli industriali e le speculazioni immobiliari, risultava essere possessore di un patrimonio ritenuto "sproporzionato" rispetto ai redditi dichiarati. Al fine di raccogliere ulteriori elementi probatori a carico dell' indagato nel corso delle indagini sono stati sequestrati titoli (assegni circolari e bancari emessi senza data e, in alcuni casi, senza l'indicazione del beneficiario) per un importo complessivo di oltre 2 milioni e mezzo di euro, custoditi all'interno di una cassaforte, e di documentazione riguardante circa cinquanta rapporti di natura commerciale tutti garantiti con l'emissione di cambiali. Secondo la Procura le dichiarazioni rese dai soggetti titolari dei rapporti commerciali con Di Maio hanno consentito di conoscere quale fosse il sistema di finanziamento adoperato dall'imprenditore a suo beneficio: la metodologia più utilizzata era quella classica dell'applicazione di elevati tassi di interesse dalla quale scaturivano ulteriori difficoltà per i debitori.

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