Napoli, suicida storico fotografo: "Fisco non faccia pagare debiti alla mia famiglia"

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Si è tolto la vita nel suo negozio a due passi da piazza Garibaldi lo storico fotografo napoletano Umberto Sbrescia, 67 anni, dal 1958 punto di riferimento nel settore fotografico in città e non solo. A spingerlo alla tragica decisione la crisi ingenerata dal lockdown, che lo aveva messo in ginocchio, come testimonia il biglietto lasciato per chiedere perdono ai suoi cari e per chiedere allo Stato che i suoi debiti col fisco non ricadano sulla famiglia. Il biglietto è stato trovato ieri pomeriggio accanto al suo corpo.

"Esasperato dalle difficoltà di questo periodo e dai debiti schiaccianti, Umberto Sbrescia - storico fotonegoziante e fornitore di quasi tutti i colleghi partenopei, e non solo - si è tolto la vita nel suo negozio di Napoli - si legge sulla pagina Facebook dell'Associazione nazionale fotografi professionisti Tau Visual - I social sono pieni di messaggi di cordoglio. Che, però, durano il tempo di una giornata, e poi vengono inghiottiti dalla timeline. Proponiamo quindi a tutti i colleghi che lo conoscevano (ed anche a chi, pur non conoscendolo di persona, ne veda a posteriori l'importanza come punto di riferimento unificante) di spedire via Posta una cartolina cartacea, con un saluto, un ringraziamento, una testimonianza. Quei minuti dedicati davvero a lui ed alla sua famiglia saranno un piccolissimo, ma concreto e duraturo segno di affetto".