Napoli, via libera al Registro delle unioni civili

Napoli, 13 feb. (LaPresse) - "Garantire alle persone i diritti civili e sociali senza discriminazioni di sorta anche nei confronti di coloro che affidano i propri progetti di vita a forme di convivenza, come le unioni civili o unioni di fatto, diverse dalla famiglia". Con questa premessa il comune di Napoli ha istituito oggi il Registro delle unioni civili, aperto a tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali che hanno chiesto la registrazione amministrativa del loro status. Una decisione che è stata preceduta da una lunga discussione in Consiglio comunale ed è stata voluta in primo luogo dal sindaco del capoluogo partenopeo, Luigi De Magistris, secondo il quale il Registro riconosce "diritti e doveri a tutti quelli che scelgono di stare insieme in condizioni diverse da quella della maggioranza delle persone" e rappresenta "un primo passo per colmare il vuoto della legislazione nazionale in materia".

L'approvazione del Registro ha ottenuto il plauso dell'Arcigay, il cui presidente nazionale, Paolo Patanè, che l'ha definita come "la realizzazione che la politica reale ricomincia a muoversi, dopo un Ventennio di sostanziale blocco berlusconiano". "Le nostre rivendicazioni - ha detto il leader del movimento che si occupa dei diritti di gay, lesbiche e transgender - sono oggi orientate al matrimonio tra persone dello stesso sesso e al riconoscimento legislativo di un pluralità di istituti familiari. Speriamo che le spinte locali diano impulso al dibattito politico in ambito nazionale". Sulla stessa linea anche Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei valori, secondo il quale "l'approvazione del Registro delle unioni civili a Napoli è stato giustamente definito un fatto storico dal sindaco Luigi de Magistris perché tutti i tentativi fatti in precedenza, con altre amministrazioni, erano andati a vuoto". Per Grillini l'augurio è che ora molte altre città italiane seguano l'esempio di Napoli "non più solo come fatto puramente simbolico o come semplice pressione sul Parlamento" ma come "occasione vera di garanzie e di diritti che finora sono stati negati".

Il registro sarà gestito dall'anagrafe del Comune e nelle intenzioni dell'assessore alle Pari opportunità, Giuseppina Tommasielli, che ha presentato la proposta in Consiglio, avrà anche l'obiettivo di rispondere "alle sollecitazioni della comunità europea rivolta agli Stati Membri, affinchè si garantisca alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso paritari diritti rispetto alle famiglie tradizionali".

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