Carceri, Napolitano chiede amnistia, indulto. Insorgono grillini

Carceri, Napolitano chiede amnistia, indulto. Insorgono grillini

ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oggi ha invitato il Parlamento a valutare senza pregiudizi il ricorso all'amnistia e all'indulto per ridurre il sovraffollamento carcerario, che è costato all'Italia una condanna della Corte europea per i diritti dell'uomo.

"Sottopongo all'attenzione del Parlamento l'inderogabile necessità di porre fine senza indugio a questo stato di cose che ci rende tutti corresponsabili delle violazioni contestate all'Italia dalla Corte di Strasburgo" nel gennaio scorso, ha detto Napolitano in un messaggio letto nelle rispettive aule dai presidenti di Senato e Camera.

Sul messaggio è subito scoppiata la polemica innescata soprattutto dai grillini che hanno accusato il provvedimento di voler risolvere per via legislativa i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi.

"Ci sono persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere", ha risposto Napolitano - come conferma il portavoce del Quirinale - alla domanda su come commentasse le polemiche, come quelle sollevate dai grillini, al suo messaggio.

In ambienti del Quirinale si fa notare che nel testo del messaggio si fa esplicito riferimento ad escludere che eventuali provvedimenti non contemplino reati come quelli di violenza sulle donne (nel processo Ruby Berlusconi è stato condannato in primo grado per concussione per costrizione e prostituzione minorile).

Napolitano ha sottolineato che, combinando i provvedimenti di amnistia (l'ultima risale al 1990) e indulto che estinguono rispettivamente pena e reato, si avrebbe "l'immediato effetto di ridurre considerevolmente la popolazione carceraria".

Enrico Letta, che ha controfirmato il testo come la Costituzione richiede, in una nota definisce "ineccepibile" il messaggio aggiungendo che il governo farà il possibile per recepirlo.

PD E PDL DIFENDONO CAPO DELLO STATO

Il messaggio del capo dello Stato non è riferibile al caso di Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale a 4 anni di reclusione di cui tre già condonati, secondo il responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva: "Da un eventuale provvedimento di clemenza dovranno comunque rimanere fuori i reati fiscali e di particolare gravità sociale. Non se ne può più di Berlusconi e dei suoi problemi personali".

L'avvocato di Berlusconi Piero Longo dice che è "impossibile dire ora se Berlusconi beneficerebbe di un provvedimento di clemenza del Parlamento. Bisognerebbe vedere come è fatta la legge", e soprattutto quale tipo di reati riguarderà.

Per l'attuale capogruppo Pdl, Renato Brunetta, "amnistia e indulto sono da questo momento tra i primi punti all'ordine del giorno dei lavori del Parlamento".

Il capo dello Stato ha ammonito che risolvere la situazione carceraria è "un imperativo morale", e che "le istituzioni e la nostra opinione pubblica non possono e non devono scivolare nell'indifferenza".

Nella sua nota Letta scrive: "Il messaggio è ineccepibile. Il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese. Se è vero che il grado di civiltà di una nazione si misura dal livello delle proprie prigioni, l'attuale situazione mortifica la dignità dei detenuti e, con loro, dell'Italia intera".

Secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap), ha detto Napolitano, i detenuti presenti nelle carceri italiane sono quasi 65.000, contro circa 45.000 posti regolamentari.

Riguardo all'amnistia, Napolitano ha sottolineato che "la perimetrazione rientra nelle competenze esclusive del Parlamento". E che comunque ne sarebbero esclusi i reati di particolare allarme sociale come la violenza contro le donne.

(Antonella Cinelli)

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