Narcolessia, allarme Ain: a rischio Centro Medicina Sonno Bellaria

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Roma, 27 gen. (askanews) - "Fino ad oggi Bologna è stata un punto di riferimento per la cura della narcolessia con il polo di eccellenza del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale Bellaria, unico centro in Italia ad aver fatto diagnosi a centinaia di bambini narcolettici, che prima di approdare qui ricevevano diagnosi e terapie sbagliate. Eppure, le istituzioni sembrano non riconoscere questi risultati: il ruolo effettivo non è riconosciuto e non vengono fornite le adeguate risorse": per questo le "Mamme col cuscino", un gruppo di genitori di bambini e ragazzi affetti da narcolessia, già parte dell'Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni - AIN, si sono mobilitate. E insieme al Presidente dell'AIN Massimo Zenti, hanno scritto una lettera al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Bonaccini, per far presente la delicata questione.

"I bambini e i ragazzi narcolettici - spiegano all'Ain - sono stati quasi tutti diagnosticati e seguiti dal Prof. Giuseppe Plazzi, Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell'IRCCS - Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, e dalla sua equipe di specialisti, una delle più note al mondo. I pazienti seguiti sono centinaia e provengono da tutta Italia; ciononostante, il Centro non è ancora riconosciuto ufficialmente come punto di riferimento per la diagnosi e la cura della Narcolessia, e purtroppo sta subendo continue perdite di risorse. Il personale è decisamente discriminato rispetto a quello di altri centri e percorsi che si trovano all'Ospedale Bellaria, riconosciuti da Regione, Ausl Bologna, IRCCS delle Scienze Neurologiche, pur non avendo la stessa visibilità nazionale e internazionale. A novembre 2019 era stato promesso un aumento del personale e la creazione di un vero percorso diagnostico-terapeutico per i bambini con il sospetto di questa malattia rara, ma ad oggi non solo non è partito alcun progetto, ma emerge un impoverimento continuo della struttura".(Segue)