Nardella: Arno monito fragilità umana e imprevedibilità natura

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Image from askanews web site
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Roma, 4 nov. (askanews) - "Firenze è riuscita a rialzarsi, sorretta da cittadini che non si sono mai sottratti alle sfide della storia, anche le più terribili". Così il sindaco Dario Nardella che spiega: era il 4 novembre 1966, l'Arno ruppe gli argini portando via 35 vittime e provocando danni economici ed artistici incalcolabili. Sono trascorsi 55 anni da quella tragedia, "l'alluvione - precisa - ha assunto un significato simbolico come testimonianza del cambiamento climatico e come prova emblematica di resilienza".

Il ricordo resta ancora vivo: tra l'acqua e una pioggia incessante che inghiottiva la memoria e la storia dei fiorentini, accorsero da tutto il mondo gli Angeli del fango, la meglio gioventù, ragazzi e studenti, italiani e stranieri, che con spirito di sacrificio, tra dolore e paura, ma con forza e coraggio, accorsero in massa per tutelare un patrimonio culturale, storico e artistico.

"Arriviamo a questo 4 novembre consapevoli di non essere fuori dall'emergenza sanitaria dichiara Nardella - e la guardia deve restare alta". Rispetto al dramma che stiamo vivendo "la pandemia - conclude il primo cittadino - ha drammaticamente mostrato la nostra vulnerabilità, ma anche la capacità di reagire, di rimetterci in gioco, di resistere e di non farci abbattere dalle avversità".

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