Nasa assegna il primo contratto per il Lunar Gateway

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(di Andreana d'Aquino) A 50 anni dall'approdo del primo uomo sul nostro satellite, sta già partendo la nuova corsa al ritorno sulla Luna. Nasa e Roscosmos stanno guardando ad una piattaforma orbitale lunare ed il nostro Paese vuole far parte della competizione. "L'Italia è già nella corsa al ritorno sulla Luna" ha detto all'Adnkronos il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia. "Grazie a tutti gli investimenti, i contributi diretti alle attività spaziali europee, noi -spiega- siamo i partner fondamentale nella corsa al ritorno sulla Luna". "Il 2 maggio scorso sono arrivato all'Asi e già il 5 maggio ero a Washington a dialogare con la Nasa di un nostro coinvolgimento nel nuovo progetto Luna" riferisce ancora.  Nel progetto Lunar Orbital Platform-Gateway, la piattaforma orbitale lunare che sarà costruita da Nasa e Roscosmos a partire dal 2020, "ci saranno pochissimi elementi al momento dell'allunaggio previsto per il 2024. E noi italiani siamo già pronti ad offrire un modulo pressurizzato come paese contributore o direttamente con un accordo con la Nasa" spiega Saccoccia, ricordando le capacità tecnologiche e industriali dell'Italia che costruito già i moduli pressurizzati per la Stazione Spaziale Internazionale. Nel progetto di ritorno alla Luna, il numero uno dell'Asi riferisce che la Nasa, al momento, "preferisce agire nel progetto direttamente attraverso l'industria Usa e costituirà partnership solo inseguito. Noi abbiamo già forti accordi in questa direzione con i moduli Cygnus", il veicolo spaziale di rifornimento sviluppato da Orbital Atk e Thales Alenia Space Italia a Torino.  "Pensiamo di guardare in quella direzione e se le nostre industrie avranno l'Ok" sul progetto Lunar Gateway, "noi agiremo come Asi da forte supporto" sottolinea ancora Giorgio Saccoccia. Le prime fasi della piattaforma lunare "saranno tutte gestite dalla Nasa ma c'è apertura ad un contributo esterno e noi come Italia, come Governo e come Asi, abbiamo già espresso chiaramente la volontà di voler contribuire" al progetto "a sostegno delle nostre industrie". Saccoccia punta quindi il suo perimetro di osservazione verso il futuro.  "Per il Lunar Gateway serviranno moduli ma non solo, anche rover lunari, sistemi di robotica, trapani spaziali capaci di prelevare dalle viscere della Luna campioni di suolo per analizzarli". "Ebbene, l'Italia ha già tutte queste capacità tecnico-industriali" aggiunge il presidente dell'Asi ricordando che il nostro Paese è "il terzo contributore in ambito Esa e, a sua volta, l'Agenzia Spaziale Italiana spingerà per portare contributi alla missione della Nasa". "A novembre ci sarà la ministeriale Esa e in quell'occasione si giocheranno molti dossier" taglia corto il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.

La Nasa assegna il primo contratto per il Lunar Gateway, la piattaforma in orbita intorno alla Luna che farà da avamposto agli astronauti del programma Artemis destinato a riportare l’uomo sul nostro satellite. L'Ente spaziale statunitense ha infatti selezionato la Maxar Technologies di Westminster, Colorado, per sviluppare i sistemi di propulsione, potenza e comunicazione per il Lunar Gateway. Stando a quanto riporta globalscience.it, la Maxar "costruirà l’elemento chiave del Gateway che fornirà potenza ed energia elettrica, grazie a una serie di pannelli solari, utilizzabile dall’intero avamposto".  

L’azienda inoltre, provvederà alla tecnologia necessaria alle comunicazioni tra il gateway e il centro di controllo a terra. Il contratto avrà una durata iniziale di 12 mesi, seguito da un primo prolungamento opzionale di 26 mesi, un secondo di 14 e infine altre due, da 12 mesi ciascuno. Dopo le necessarie verifiche da parte di Maxar, i sistemi potranno essere acquisiti dalla Nasa come elementi primari del Gateway e il lancio è previsto entro la fine del 2022.  

"Siamo entusiasti di questa tecnologia, questo sistema richiede molto meno propellente rispetto a quelli tradizionali, un fatto che consentirà al Gateway di spostare più massa attorno alla Luna, come un sistema di landing per gli astronauti e grandi moduli per vivere e lavorare in orbita" è il commento di Mike Barrett del Glenn Research Center della Nasa, riferito dal webzine che parla di scienza dell'Agenzia Spaziale Italiana.  

I piani della Nasa prevedono il ritorno sulla Luna entro cinque anni e si basano su un approccio in due fasi: la prima prevede l’atterraggio sul nostro satellite entro il 2024, mentre la seconda vedrà la costruzione di una base permanente in superficie e di una orbitante entro il 2028. Successivamente la tecnologia utilizzata per la Luna, verrà sfruttata per continuare il viaggio di esplorazione del Sistema Solare, con destinazione Marte.