Nasce la piattaforma per aiutare i giovani a navigare sicuri. Con l'aiuto di TikTok

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young woman illustration wearing casual clothes on pink background with copy space (Photo: Volanthevist via Getty Images)
young woman illustration wearing casual clothes on pink background with copy space (Photo: Volanthevist via Getty Images)

DigitalMente, tradotto: usare la testa nel mondo digitale. Si chiama così, “DigitalMente. Imparare, creare e condividere nel digitale in sicurezza” il nuovo progetto educativo ideato da Unione Nazionale Consumatori (UNC) con il supporto di TikTok e la consulenza della psicoterapeuta Maura Manca (Osservatorio Adolescenza), che ha l’obiettivo di creare una cultura orientata alla sicurezza e alla promozione di un ambiente online sicuro e positivo. Il progetto è rivolto alle scuole ma non solo ai più giovani che le frequentano, anche ai loro genitori e soprattutto insegnanti. Sulla piattaforma infatti, realizzata da Educazione Digitale, sono disponibili i materiali didattici per gli insegnanti delle scuole secondarie di I e II grado di tutta Italia.

“Oggi passare del tempo online fa parte del nostro quotidiano” - spiega Massimiliano Dona, presidente UNC - è bene che questo tempo sia speso con consapevolezza, con padronanza dei nostri diritti, doveri e attenzioni, a cominciare dalla condivisione dei nostri dati”. La sicurezza online è un tema che già interessa molto gli adolescenti, come dimostra una ricerca condotta da Skuola.net: l′80%, su 2.696 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado intervistati, consulta i regolamenti delle piattaforme, ma vorrebbe saperne ancora di più. Il dato significativo è che sono gli insegnanti il punto di riferimento principale sul tema (41%), seguiti dai genitori (26%), a conferma della necessità di una sinergia tra i diversi attori affinché si creino luoghi digitali in cui sentirsi al sicuro.

“UNC è stata la prima associazione a portare su TikTok i temi di consumo a dimostrazione che anche su una piattaforma di intrattenimento si può fare educazione in chiave leggera, ma non per questo meno autorevole”, ha continuato Dona, nella convinzione che verso i più giovani “noi abbiamo il compito di avvisarli sui rischi della tecnologia e di dargli gli strumenti per riconoscerli e superarli”.

Il ruolo di Tik Tok per la sicurezza degli utenti più giovani

TikTok ha supportato il progetto proseguendo il percorso orientato alla sicurezza della community iniziato dalla piattaforma fin dalla sua nascita. Giacomo Mannheimer, Head of Government Affairs and Public Policy Southern Europe TikTok ha commentato DigitalMente. “La sicurezza è una priorità assoluta per TikTok ed è in questa direzione che vengono migliorate e aggiornate costantemente le policy, gli strumenti e le risorse a disposizione degli utenti”. Un’attenzione particolare, assicura, ”è rivolta agli adolescenti, motivo per cui nel tempo sono stati apportati cambiamenti importanti, incluse misure inedite per il settore, per rendere ancora più sicura l’esperienza degli utenti minorenni e supportare le famiglie con strumenti che permettano di accompagnarli nella loro percorso online”.

Tik Tok (Photo: Tik Tok)
Tik Tok (Photo: Tik Tok)

La protezione dei dati personali

Alla presentazione del progetto ha partecipato anche Guido Scorza, componente dell’Autorità garante per la protezione dei dati Personali. “Proteggere i minori online e accompagnarli in un percorso digitale sicuro e adatto alla propria età è una priorità. Una sfida difficile ma che si può vincere con un approccio sistemico che coinvolga tutti gli attori, in primis scuola e famiglie che hanno un ruolo chiave nella formazione dei più giovani”, ha commentato. “In questo senso accogliamo con favore iniziative da parte di piattaforme, esperti e associazioni che insieme fanno fronte comune per educare i più giovani ad un corretto utilizzo del digitale. Un ulteriore passo verso una sempre maggiore consapevolezza del valore di privacy e sicurezza online”.

La ricerca di Skuola.net

L’educazione digitale è un tema molto sentito dagli stessi adolescenti, come rivelano i dati della ricerca condotta da Skuola.net, il media brand di riferimento per gli studenti italiani. I “nativi digitali” della GenZ, infatti, risultano essere molto interessati alla sicurezza online: l’80% ha letto i regolamenti delle piattaforme online e quasi la metà (44%) ha consultato materiali educational per navigare in modo più sicuro. Ma vorrebbero saperne ancora di più. Privacy, tempo speso online e fake news i temi sui quali vorrebbero ricevere una maggiore formazione. Principali punti di riferimento sul tema sono gli insegnanti (41%), seguiti dai genitori (26%). Ma i ragazzi preferirebbero che a scuola si organizzassero dei momenti dedicati: incontri con esperti o gruppi di discussione tra coetanei, magari con una materia ad hoc. La modalità “edutainment” (20%) risulta tra le preferite per l’apprendimento, insieme alla testimonianza diretta di altri utenti e, specie per la fascia più giovane, al coinvolgimento di creator.

Cosa succede nella mente quando navighiamo

DigitalMente si avvale della consulenza di Maura Manca, Psicoterapeuta, Osservatorio Nazionale Adolescenza, che ha elaborato i contenuti didattici del programma andando ad approfondire le aree in cui gli adolescenti evidenziano maggiore necessità di guida e supporto: dall’influenza dei modelli online ai comportamenti pericolosi, dal benessere digitale a come saper leggere e analizzare le informazioni che vengono diffuse in rete. “I ragazzi sono abili nel muoversi all’interno delle piattaforme digitali, ma non conoscono i meccanismi che si attivano nel loro cervello, non hanno consapevolezza di tante re-azioni che mettono in atto in modo meccanico e automatico, senza pensare”, spiega Manca. “Il progetto è stato ideato e costruito appositamente per aiutare insegnanti e ragazzi a conoscere il loro mondo interno e prendere coscienza di se stessi, delle potenzialità e dei rischi della rete attraverso esempi e giochi legati alla loro quotidianità”.

Il social learning

I creator Sandro Marenco, professore di inglese, e Marco Martinelli, divulgatore scientifico e ricercatore affiliato della Scuola Superiore Sant’Anna, hanno preso parte al progetto e portato la loro esperienza diretta di come sia importante la creazione di un linguaggio comune e di un dialogo attraverso le stesse piattaforme che utilizzano le nuove generazioni, per comunicare ai più giovani con efficacia messaggi educativi, inclusi quelli legati alla sicurezza (ad esempio attraverso la campagna #SicuriSuTikTok), ma anche per comprenderli appieno e aprirsi all’ascolto.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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