Nassiriya: vedova brigadiere Coletta, 'sentenza Cassazione offende memoria caduti'

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(di Patrizia Perilli) - "Questa sentenza offende la memoria di tutti i caduti, è una offesa all’Italia e agli italiani". Margherita Caruso, vedova del brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Coletta, morto nella strage di Nassiriya nella quale morirono 19 italiani (12 militari dell'Arma, cinque dell'Esercito e due civili) commenta così all'Adnkronos la sentenza della Cassazione che ha condannato il generale Bruno Stano, all'epoca comandante della missione, a risarcire le famiglie delle vittime.  

La vedova non si è costituita parte civile perché "mio marito non lo avrebbe voluto. L'Arma dei carabinieri era la sua vita, non avrebbe mai fatto nulla contro. Sapeva di essere un militare e conosceva i rischi che correva". "Mi ha aiutato la fede", ammette con serenità, ma è altrettanto decisa a ribadire che "chi li ha mandati in Iraq doveva tutelarli. Stano non può essere l’unico responsabile, è pazzesco imputare solo a lui la morte di 19 persone. Non serve a tutti i costi un colpevole per mettersi la coscienza a posto. Non è la vendetta ma la giustizia che vogliamo noi famiglie delle vittime. Attendiamo ancora un’ammissione di responsabilità da parte di chi ha gestito, forse con superficialità, la missione, che non era solo del generale Stano. La politica dov'era? Il ministero della Difesa? I nostri uomini hanno obbedito a degli ordini per andare lì". 

La notizia della sentenza è stata "una fitta al cuore - ammette la vedova - Sentire che un generale dell'esercito risarcirà le famiglie (quelle costituitesi parte civile) mi ha fatto provare sentimenti di delusione mista a rabbia. Come è possibile che per una missione organizzata da altri, voluta dal nostro Governo, gestita dal Ministero della Difesa e dal Capo di Smd, dal presidente del Consiglio, venga condannato un solo uomo e oltretutto civilmente?" 

"Condannato ma non secondo il Codice Penale Militare di guerra come ci si aspetterebbe per un militare", rimarca Margherita Caruso. "Non faccio altro che sentire parlare di risarcimento - prosegue - quindi di soldi, ma non sono i soldi che ci restituiscono i nostri familiari. Ci sono famiglie lacerate dal dolore - osserva - figli che non hanno mai conosciuto i loro padri".  

La vedova del carabiniere morto a Nassiriya si chiede poi "perché il generale Stano non abbia fatto i nomi dei reali colpevoli, delle mancanze organizzative, di coloro che hanno minimizzato il tutto". Margherita Caruso ricorda "l'umore di mio marito cambiato nell'ultimo periodo. Al telefono sentivo che era nervoso. Evidentemente era cambiato il clima, sentivano il pericolo. Perché chi doveva non è intervenuto?". E auspica di "trovare le responsabilità degli altri, solo così sarà fatta realmente giustizia".