Nassiriya, vedova Coletta: "Giuseppe e tutti i caduti si sono sacrificati per valori grandi"

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"Provo fierezza per quello che è stato mio marito e per come ha vissuto la sua vita, per come è arrivato a quell'estremo dolore con la sua uniforme che gli si è sciolta addosso". Fierezza per il "senso forte di attaccamento alla divisa, per l'amore che lui e gli altri caduti hanno donato". Lo afferma all’Adnkronos Margherita Caruso Coletta, moglie del brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Coletta morto nell’attentato di Nassiriya, alla vigilia dell'anniversario della strage. "Resta la consapevolezza di aver avuto accanto un uomo meraviglioso, con miliardo di difetti come tutti noi, ma con la forza immensa del bene, con le mani tesi verso l'altro", aggiunge Margherita Caruso ricordando che, come Giuseppe, tutti i caduti "hanno sacrificato la vita per valori grandi".

A 18 anni da quel tragico giorno i ricordi "rimangono anche se sbiaditi perché per Dio ti dà la forza di continuare a vivere e a gioire - spiega la moglie del brigadiere dei Carabinieri - Abitavamo a San Vitaliano e quel giorno stavo portando mia figlia, che all'epoca aveva 2 anni e mezzo, dalla pediatra. Si sono susseguite notizie e di corsa sono tornata al nostro alloggio di servizio in caserma, ma arrivavano informazioni frammentate. Ho chiesto subito al comandante e di lì a poco è arrivato il generale dei carabinieri che mi ha detto cosa era accaduto, solo guardandolo ho capito che Giuseppe era tra i caduti".

Giuseppe Coletta, come gli altri militari di Nassiriya, era prossimo al rientro in Italia. Con la moglie si erano sentiti proprio la sera prima dell'attacco: "In Sicilia, per San Martino, si fanno le crispelle e mi chiese se le avevo fatte. Si parlava di quotidianità. Di solito ci sentivamo una volta al giorno, ma quel giorno mi chiamò un'altra volta". Un presentimento? "Non proprio, non era fondato su un'allerta, ma a volte tra persone che si amano c'è un legame tale che si percepiscono cose senza riuscire a spiegarle", sottolinea la vedova Coletta. "Mi chiese di passarle nostra figlia Maria, ma la bambina diventò seria e mi disse: 'Con papà non ci parlo perché non torna'. E' assurdo - ricorda - Giuseppe mi chiese di baciarla e chiuse la telefonata dicendomi: 'Ci sentiamo domani'".

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