Natale 2020 e Covid, Cts: "No a cenone"

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"Quest'anno il cenone classico a Natale con venti persone non si può fare, non ce lo possiamo permettere". Sono le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, a Buongiorno, su Sky TG24. L'emergenza coronavirus non consente un 'liberi tutti'.

"Sicuramente il trend è positivo e quindi una riduzione della tensione e la riapertura di alcuni spazi come i luoghi di ristoro tradizionale sarà possibile, probabilmente in alcune parti del Paese già dal 3 dicembre. L’auspicio però è che si comprenda bene che non si possiamo fare il Natale ‘liberi tutti’", dice.

"Abbiamo fatto un’estate ‘liberi tutti’ e l'abbiamo pagata a duramente. Il desiderio di tornare alla normalità è straordinario da parte di tutti, soprattutto gli operatori economici che sono in grande sofferenza”. Quanto allo shopping “speriamo di non vedere quelle fotografie di assalto ad alcuni magazzini dove ci sono delle offerte particolari perché questo sarebbe devastante. Speriamo ci sia uno shopping rigoroso, nel rispetto delle regole che questa maledetta malattia ci impone", afferma ancora.

La situazione attuale "è una sorta di luce in fondo al tunnel, immaginando comunque che il tunnel è molto lungo. I numeri sono ancora molto alti. È vero che la curva sembra aver raggiunto un apice, sembra essersi stabilizzata, ma ci stiamo stabilizzando a 34mila casi e 750 decessi al giorno. Il percorso è ancora lungo e le regole da rispettare sono quelle che ben conosciamo. E dobbiamo rispettarle".

Sui vaccini c’è "un piano che si sta studiando da tempo, ed è fondamentale, perché nel momento in cui il vaccino arriverà in Italia sarà indispensabile aver programmato ogni dettaglio, dai destinatari alla catena del freddo, alla sicurezza della distribuzione. Ci sono molti dettagli che rendono l’operazione complessa. Il commissario Arcuri sta facendo un grosso lavoro. Direi che siamo pronti, il piano di distribuzione è ben avanzato".