Natale Azzaretto, candidato sindaco per Partito Comunista dei Lavoratori

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La mia militanza politica è iniziata a quattordici anni ,quando mi sono iscritto alla federazione giovanile socialista ,aderendo alla corrente Lombardia a.

Nel 1967 ho abbandonato la FGS e mi sono avvicinato al Gruppo Comunista Internazionalista di Corso Garibaldi ,un gruppo di compagni fuorusciti dal partito comunista internazionale, che avrà una grande importanza per la mia formazione politica, sarà grazie a questi compagni che avrò il primo contatto col marxismo conseguente che farà da base alla mia formazione futura

Nel 1970 aderirò al partito comunista internazionale (programma comunista)e sarà in questo periodo che completerò la mia formazione politica. Nel 1974 con altri compagni di Milano e di Genova usciremo da Programma e daremo origine al Gruppo Bolscevico Leninista per la rifondazione della quarta internazionale e da quel momento seguirò tutto il percorso che ci ha portato fino ad oggi.

Militanza in Lcr, militanza in Democrazia proletaria, militanza in Rifondazione Comunista, sempre con lo stesso obiettivo: costruire un partito comunista conseguente, quindi trotskista, che potesse riattualizzare il programma rivoluzionario in questo paese.

Il mio impegno politico ha sempre avuto quest'obiettivo quindi la mia militanza è stata mirata esclusivamente a questo scopo.

Laureato in pedagogia ho intrapreso il lavoro di insegnante. Ho insegnato lettere per ben 44anni nelle scuole medie di Milano e provincia, facendo attività sindacale dove era utile farla. Inizialmente in Cgil ma ,come conviene ai rivoluzionari, mai col paraocchi. Sempre a contatto coi lavoratori dalle prime lotte a metà degli anni settanta fino a contrastare, fuori dalla Cgil e dentro la CGIL, tutte le controriforme da quella Lombardi ,passando per la Berlinguer, per la Moratti e la Gelmini, fino ad arrivare al grande sciopero del 5maggio 2015 contro quella di Renzi.

Sempre dalla parte dei lavoratori, soprattutto quando rompevano gli argini delle burocrazie sindacali ,in primis quella del Sindacato di riferimento, come nell'esperienza dei Cobas della scuola che mi hanno visto impegnato in prima fila nel movimento milanese.

Ho fatto parte del direttivo provinciale di rifondazione comunista, del direttivo della FLC di Milano ed oggi sono membro dell'assemblea provinciale dei pensionati Cgil.

Il programma:

Il Partito Comunista dei Lavoratori è presente alle elezioni amministrative di Roma, Milano, Torino, Bologna, con propri candidati sindaci. Portiamo in campagna elettorale lo stesso programma per cui ci battiamo in ogni lotta: un programma di difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, contro il capitalismo, lo sfruttamento, la dittatura del profitto. Per questa stessa ragione ci contrapponiamo a tutti gli schieramenti padronali: centrodestra, centrosinistra, pentastellati. L’unità nazionale attorno a Draghi chiarisce una volta di più che tutti questi partiti, che fingono di opporsi nelle urne, difendono in realtà gli interessi del capitale finanziario.

Oggi vogliono tutti gestire la valanga di miliardi che viene riversata nel portafoglio dei capitalisti. Quella che domani saranno chiamati a pagare i salariati sotto forma di debito pubblico. Mentre per la sanità pubblica si destinano briciole dopo averla tagliata di 37 miliardi, a vantaggio di quella privata. Siamo al tempo stesso distinti e alternativi agli altri partiti della sinistra. Sia a quelli che hanno governato a braccetto dei partiti padronali (Rifondazione, ex PdCI ora PCI), sia a quelli che contrappongono i diritti sociali ai diritti civili col plauso delle destre reazionarie (il PC di Rizzo), sia a quelli che non si sa cosa vogliono (come Potere al Popolo).

A differenza di chi si nasconde dietro liste civiche (PRC) – senza alcun riferimento alla classe lavoratrice – noi non abbiamo nulla da nascondere. Non abbiamo mai votato come altri han fatto le missioni militari in Afghanistan. Non ci siamo mai compromessi nelle politiche padronali. Siamo l’unica presenza al voto coerentemente internazionalista. La nostra patria sono gli sfruttati, quale che sia il colore della loro pelle e la loro nazione. Lottiamo per un governo delle lavoratrici e dei lavoratori, che liberi la società dal dominio dei capitalisti: lo stesso che distrugge i posti di lavoro, saccheggia l’ambiente, favorisce le pandemie, priva del diritto al vaccino la maggioranza dell’umanità, tutela i brevetti delle grandi industrie farmaceutiche, etc. In ogni lotta, in ogni movimento progressivo, costruiamo un ponte tra gli obbiettivi immediati e questa prospettiva di rivoluzione: l’unica che può davvero cambiare le cose. Siamo per la più ampia unità di lotta di tutte le organizzazioni del movimento operaio, contro ogni forma di frammentazione. Al tempo stesso portiamo in ogni lotta un programma anticapitalista.

Blocco dei licenziamenti e nazionalizzazione senza indennizzo delle aziende che licenziano, sotto controllo operaio (a partire da GKN e da Whirlpool)

Ripartizione del lavoro fra tutti con la riduzione generale dell’orario di lavoro a parità di paga (30 ore pagate 40)

Cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro. A uguale lavoro uguali diritti!

Raddoppio dell’investimento nella sanità pubblica e un grande piano di nuovo lavoro in opere di pubblica utilità (risanamento ambientale, bonifiche, trasporto pubblico, scuola), finanziati da una patrimoniale straordinaria di almeno 10% sul 10% più ricco (400 miliardi) e dalla cancellazione del debito pubblico verso le banche

Nazionalizzazione delle banche e loro concentrazione in un’unica banca pubblica Solo un governo delle lavoratrici e dei lavoratori può realizzare sino in fondo queste misure. Solo una lotta generale attorno a queste rivendicazioni può costringere il padronato a concessioni e strappare risultati. info@pclavoratori.it – www.pclavoratori.i

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