Natale: Cia, 64% delle famiglie piu' attente al 'riciclo' a tavola

(ASCA) - Roma, 18 dic - A causa del periodo di crisi gli italiani si scoprono meno ''sciuponi''. E nel Natale dei ''tagli'' a regali e viaggi, circa il 64 % italiani fara' economia domestica riducendo gli sprechi alimentari e reinventando nuovi menu' con gli avanzi delle feste. Nel 2011 sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo: oltre 50 euro a famiglia. Due famiglie su tre hanno cambiato le proprie abitudini in cucina, comprando con piu' oculatezza, ma soprattutto ''riciclando'' gli avanzi evitando la pattumiera. Lo afferma la Cia (Confederazione italiana agricoltori), spiegando che si tratta di un fenomeno positivo in un Paese come il nostro dove ogni anno finiscono nel bidone della spazzatura dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di cibo, pari a poco meno di 40 miliardi di euro, vale a dire il 2,4 per cento del Pil. Di fatto - ricorda la Cia - gli sprechi maggiori si concentrano proprio durante le feste, Natale e Pasqua in testa, quando si arriva a buttare fino a un terzo del cibo acquistato, in particolare latticini, uova e carne (43 per cento), seguiti da pane (22 per cento), ortofrutta (19 per cento), pasta (4 per cento) e dolci (3 per cento). Solo l'anno scorso, tra il 24 dicembre e l'Epifania, sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro, piu' di 50 euro a famiglia. Ma quest'anno la situazione sara' ben diversa: il 64 % delle famiglie - conclude la Cia - ha gia' diminuito gli sprechi alimentari nei mesi scorsi e dichiara che fara' ancora piu' attenzione a Natale, adottando ''trucchi'' ai fornelli per non buttare via gli avanzi delle feste.

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