A Natale mancherà il tacchino sulla tavola dei britannici?

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Roma, 13 ott. (askanews) – Gli allevatori di pollame nel Regno Unito lanciano l’allarme: a Natale le tavole dei britannici potrebbero non vedere il tacchino. Secondo gli addetti del settore, la Brexit ha reso più difficile trovare la manodopera per completare gli ordini. I lavoratori stagionali stranieri su cui si faceva affidamento, pare, non vogliono tornare in Gran Bretagna.

Attorno a Patrick Deeley, allevatore nel Sudest dell’Inghilterra, circa 600 tacchini bianchi durante l’ora del pasto:

“In generale, se si guarda in tutto il paese, il numero dei tacchini abbattuti fuori dai macelli è leggermente inferiore all’anno scorso. Direi, onestamente, che non posso garantire”, spiega ad Afp il proprietario dell’allevamento vicino a Godstone, nel Surrey.

Sono gli effetti di pandemia e Brexit messi insieme. Per la metà di dicembre l’allevatore poteva contare su 12 lavoratori stagionali che aiutavano a preparare e spedire i tacchini. Da 15 anni arrivavano dall’Europa.

“Sì, la mancanza di lavoratori è uno dei fattori principali. Abbiamo perso ovviamente molta forza lavoro. Fondamentalmente lavoratori stranieri, dell’Est europa, come li volete chiamare. Sono tornati nei loro paesi”.

“Lascerei la mia casa, il mio paese, il mio lavoro, la mia sicurezza, in particolare avvicinandomi a Natale solo per venire in soccorso di un paese che ha girato le spalle e detto ‘non vi vogliamo più, non vi amiamo più. Ce ne andiamo. È tempo di dire ‘arrivederci’ etc. E poi tornare e farlo? Io non lo farei. Non capisco perché dovrebbero farlo”.

In confronto agli anni scorsi, Deeley non è riuscito ad arruolare un solo lavoratore dal continente europeo per i suoi 61 ettari di fattoria.

La Gran Bretagna è fuori dall’Ue da circa un anno. La libera circolazione delle persone e dei lavoratori nel blocco europeo è finita e sono state introdotte regole più severe sull’immigrazione.

Il settore del pollame non è l’unico a soffrire in vista del Natale. I fornitori di alberi di Natale hanno già avvertito che i prezzi aumenteranno, a causa dei costi degli abeti importati e di altri servizi, compresa la manodopera e il trasporto.

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