Natale: Massimo Montanari, 'indissolubile il legame tra festa e cibo'

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

La storia dei rituali della festa del cibo. Questo l'argomento affrontato da Massimo Montanari, docente di Storia dell'alimentazione all'Università di Bologna, dove ha fondato il master Storia e cultura dell'alimentazione, intervenendo all'evento digitale LIDLGift4You, il Natale firmato Lidl Italia. "Il legame - spiega - tra festa e cibo è indissolubile, strutturalmente fondato sulla cultura e l'esperienza umana. Inoltre, il cibo è lo strumento della vita, nel senso che senza cibo non si vive. La tavola poi viene vista come immagine della socialità, della convivialità".

"Anche la festa - continua - è legata alla vita nel senso che ricorre per segnare il passaggio della vita e per assicurare e propiziare la continuità di questa vita che ha un tempo ciclico. La festa poi si celebra con il cibo sia nei rituali di tipo religioso che profano".

"Ovviamente - sottolinea Montanari - ogni festa deve avere il suo cibo che deve essere consumato nel momento giusto. Nella letteratura noi troviamo molto spesso indicazioni di cibi che sono legati a un certo periodo".

"Mentalmente - ricorda Massimo Montanari - si è costruita una stagionalità del cibo, ad esempio il panettone si mangia a Natale e anche se scontato del 50% è difficile che venga consumato in altri periodi dell'anno. Questo significa che il legame che noi abbiamo con questi gesti rituali legati alle ricorrenze, nonostante tutto, è ancora forte. L'Italia ha un patrimonio diversificato di cucina a livello non solo di regione, ma anche di città legato alle feste appunto".

Ma quali sono i caratteri di un cibo per la festa? "I caratteri - spiega - sono quelli di un cibo quotidiano che viene sublimato. Quello della festa è un cibo speciale, ma è anche un cibo che richiama il mangiare quotidiano. Ad esempio, il panettone vuol dire un grande pane a cui si aggiungono degli ingredienti speciali: zucchero, uvetta, candidi, burro".