A Natale pranzo e musica per chi è più in difficoltà

Bologna, 23 dic. (askanews) - Un padre rimasto senza lavoro dopo la chiusura dell'azienda. Un giovane emigrato in cerca d'occupazione. Una signora anziana che fatica a farsi bastare la pensione. Sono alcune delle tante persone che hanno pranzato a Bologna, uno accanto all'altro, assieme ai bancari che per un giorno si sono tolti la cravatta e hanno servito ai tavoli il pranzo di Natale. Sofia Narducci, responsabile delle Iniziative per il sociale di Intesa Sanpaolo.

"La banca è impegnata in un programma di contrasto alla povertà grazie al quale abbiamo realizzato tantissime iniziative progettuali. Abbiamo voluto anche realizzare 'Noi insieme' per aprire le nostre porte alle persone in condizione di bisogno che sono al centro della nostra azione quotidiana".

Bologna è la settima tappa del progetto "Noi insieme" che Intesa Sanpaolo porta avanti in collaborazione con la Caritas Italiana, le Caritas Diocesane e le associazioni assistenziali collegate, con il coinvolgimento degli studenti degli Istituti alberghieri. Tito Nocentini, Direttore regionale di Intesa Sanpaolo.

"Con piacere ci togliamo la cravatta e ce la togliamo per avvicinarci al territorio, un territorio ricco nel quale la banca sente il piacere, prima ancora del dovere, di restituire quel pezzo di valore che riusciamo a generare lavorando tutti i giorni con i nostri clienti".

"Noi siamo qui oggi per condividere una giornata di gioia, condividere un pranzo, condividere un momento culturale, in collaborazione con le Caritas, ma soprattutto grazie alla collaborazione dei nostri volontari che animano con la loro passione e con la loro dedizione questa giornata che speriamo possa essere positiva e di gioia". Maura Fabbri, coordinatrice del Centro d'ascolto della Caritas diocesana di Bologna, punta l'attenzione sulle nuove povertà, in particolare su una nuova emergenza educativa.

"Una delle conseguenze del disagio sociale, dell'impoverimento - soprattutto per chi per tanti anni della propria vita ha vissuto del proprio lavoro, una vita normale - è l'isolamento. Ci si vergogna, ci si vergogna di non poter più fare le cose di prima, ci si vergogna di non poter mandare i figli a mangiare la pizza con i compagni di classe come prima, e inevitabilmente questo riduce il mondo, lo fa diventare piccolo, ci si chiude dentro le mura di casa, si diventa sempre più invisibili. Un'iniziativa come questa torna a portare fuori, e credo che sia molto importante".

Al termine del pranzo tutti gli ospiti hanno potuto partecipare al concerto di "Mikrokosmos - Coro Multietnico di Bologna".