Natale sostenibile dopo il COP26? Ecco 10 cose da fare

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REUTERS/Janis Laizans
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Le luci, i mercatini, il presepe. Aspettiamo questo momento per tutto l'anno. Ma alla fine delle feste ci sentiamo in colpa perché tra carta colorata, fiocchi e biglietti, sotto l'albero sono arrivati, oltre ai regali, tanti rifiuti. Ne produciamo il 30 per cento in più rispetto al resto dell'anno. Buttiamo soprattutto cibo: il 20 per cento degli acquisti alimentari di Natale finisce in pattumiera. Il che è un danno per le nostre tasche e anche per l'ambiente, sia in termini di risorse – acqua, energia, terra - usate per produrlo e sia perché, per ogni chilo di cibo prodotto, ne vengono rilasciati nell'atmosfera 4,5 di anidride carbonica. Ma, allora, come fare per ridurre gli sprechi? Bastano pochi accorgimenti.

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Alberi e pop corn - L'abete artificiale non è riciclabile: chi ce l'ha, lo faccia durare. L'albero tradizionale meglio acquistarlo a chilometro zero e con radici sane, così poi possiamo trapiantarlo. No alle decorazioni di plastica: meglio vetro, legno, frutta secca, marzapane e catenelle di pop corn. Poi li diamo agli uccellini.

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A tavola no “usa e getta” - Usiamo tovaglie e tovaglioli di stoffa, piatti e bicchieri di vetro. Se proprio non possiamo farne a meno, optiamo per la carta riciclata e piatti e bicchieri in polpa di cellulosa, che sono biodegradabili.

Spesa alla spina - Per evitare sprechi di cibo, meglio fare il punto di cosa si vuole preparare e per quante persone, così da non comprare cose inutili. Se si può, meglio acquistare cibo sfuso: sul sito sfusitalia.it c'è la mappa dei negozi alla spina. Occhio alle confezioni esagerate: le plastiche dei packaging finiscono nei mari. Privilegiare pesce, carne, frutta e verdura di stagione e locali. 

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App antispreco e doggy bag - E una volta fatta la spesa? Meglio riporre in maniera corretta gli alimenti in frigo: carne e pesce in basso; salumi, formaggi, uova al centro; verdura nei cassetti in basso. Un'idea in più? Usare le app antispreco: su Too Good To Go ristoranti e rosticcerie segnalano il cibo avanzato e a che ora ritirarlo. Al ristorante chiedete la doggy bag, così non si butta via niente.

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Riutilizzare gli avanzi - Avete cucinato troppo e sono rimasti tanti avanzi? Nei giorni successivi ai pranzi e ai cenoni perché non riutilizzarli? Un'altra idea è donarli: in molte città ci sono iniziative di distribuzione dei cibi ai poveri. 

Liscia, frizzante o plastic free? - Quale acqua bere? Le bottiglie di plastica sono più leggere di quelle di vetro: per trasportarle si inquina meno. Il pet è riciclabile all'infinito. Ma troppa plastica finisce negli oceani. L'ideale? L'acqua del rubinetto. Se non ci piace, filtriamola. Oppure prendiamola alle case dell'acqua.

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Bollicine sostenibili - L'industria vinicola impatta molto sull'ambiente: c'è il problema del vetro, l'energia per la climatizzazione delle cantine, il gasolio per lavorare i vigneti, i trattamenti fitosanitari. Un trucco è controllare che sull'etichetta ci sia il bollino Equalitas, uno standard che tiene conto della sostenibilità ambientale e sociale. E poi prediligere le bottiglie più leggere e con il tappo di sughero.

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Dolci fai da te - Il panettone ideale è non industriale e con la confezione di carta. Meglio evitare dolci e torroni con l'incarto esagerato. Chi è bravo in cucina può sempre preparare i dolci a casa. Vuoi mettere la soddisfazione?

Non “strappate” i regali - La carta si può riutilizzare. Meglio evitare quella metallizzata, dorata o argentata, che non è riciclabile. Un'idea in più? Incartare i doni con carta riciclata, giornali, spartiti musicali, tessuti, corde, bastoncini di spezie.

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Dove lo butto? - L'albero di plastica va all'ecocentro. Palline, nastri, coccarde, candele, incarti di torroncini, posate di plastica e tappi in finto sughero nell'indifferenziata. Il calendario dell'avvento si smonta: l'esterno è di carta e l'interno in plastica. Le scatole dei giocattoli si buttano nella carta, dopo aver separato la finestrina di plastica trasparente. Grassi e oli di frittura si conferiscono nella raccolta dell'olio vegetale esausto. Gusci di cozze e vongole, gamberi, aragoste e scampi nell'indifferenziata, se il proprio comune non prescrive diversamente. Gusci di uova, noci, nocciole, arachidi e mandorle nell'umido. Le luminarie fulminate vanno nei Raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. La scatola del panettone nella carta, il sacchetto interno trasparente nella plastica, lo stampo di cottura e il gancino nell'indifferenziata. La teglia di alluminio nel metallo. I tovaglioli bianchi nell'umido, i colorati nell'indifferenziata.

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