Nato, Finlandia e Svezia firmano protocollo adesione, ora manca solo ratifica

Ann Linde, ministro degli Esteri svedesi, Pekka Haavisto, ministro degli Esteri finlandese durante una conferenza stampa con Jens Stoltenberg, Segretario generale Nato, a Bruxelles, Belgio

BRUXELLES (Reuters) - I 30 Stati membri della Nato hanno firmato il protocollo di adesione per la Finlandia e la Svezia, che consentirà ai due Stati nordici di entrare a far parte dell'alleanza atlantica una volta che i parlamenti alleati avranno ratificato la decisione.

"Questo è davvero un momento storico", ha detto il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg insieme ai ministri degli Esteri dei due Paesi. "Con 32 nazioni intorno al tavolo, saremo ancora più forti".

Con la firma del protocollo, Helsinki e Stoccolma potranno prendere parte alle riunioni della Nato e avere un maggiore accesso all'intelligence, ma fino alla ratifica non saranno protetti dalla clausola di difesa della Nato, l'articolo 4 del trattato, che prevede che un attacco a un alleato venga considerato come un attacco contro tutti. Il processo di ratifica da parte degli alleati richiederà probabilmente un anno.

"Grazie per il vostro sostegno! Ora inizia il processo di ratifica da parte di ciascun alleato", ha detto su Twitter il ministro degli Esteri svedese Ann Linde. "Non vediamo l'ora di lavorare insieme per garantire la nostra sicurezza collettiva", ha aggiunto.

Tuttavia, il presidente turco Tayyip Erdogan ha detto giovedì scorso, durante il vertice Nato di Madrid, che Finlandia e Svezia dovranno prima mantenere le promesse fatte, altrimenti la richiesta di ratifica non sarà inviata al parlamento turco.

Dopo settimane di diplomazia, Erdogan e le sue controparti finlandese e svedese hanno concordato una serie di misure per superare il veto turco legato ai timori di Ankara su temi di terrorismo interno.

Secondo il memorandum firmato, Finlandia e Svezia si sono impegnate a non sostenere i gruppi militanti curdi Pkk e Ypg o la rete del predicatore statunitense Fethullah Gulen, che Ankara ritiene responsabile del tentato colpo di Stato del 2016, e che è etichettata in Turchia come organizzazione terroristica con l'acronimo Feto.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Claudia Cristoferi)

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