NaturaSì lancia obbligazioni per 10 mln remunerate in buoni spesa

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Milano, 21 lug. (askanews) – Un prestito obbligazionario di 10 milioni di euro che sarà remunerato in buoni spesa da spendere nei negozi di EcorNaturaSì. La finanza viene in supporto dell agricoltura biologica e della sua filiera, attraverso una iniziativa che il maggior distributore italiano del bio ha deciso di lanciare rivolgendosi in primis ai propri consumatori, come ci ha raccontato il presidente Fabio Brescacin: “L’agricoltura per sua natura ha bisogno di investimenti di medio-lungo termine quindi il denaro deve essere investito prima. Per cui abbiamo detto perchè non coinvolgere la comunità dei nostri consumatori non solo sul tema di pagare un prezzo adeguato e onesto ma anche per investire una piccola parte dei loro risparmi affinchè diventino pane e cibo”.

Nel concreto, il prestito obbligazionario emesso da EcorNaturaSì, che conta una rete di 364 negozi e circa 300 aziende agricole biologiche collegate, prevede l’emissione di obbligazioni con un valore nominale di 2.500 euro e un interesse netto annuo al 3% che verrà corrisposto in buoni spesa, da spendere nei negozi e online NaturaSì.

“Un investimento minimo di 2.500 euro è anche tendenzialmente alla portata di tutti quelli che credono soprattutto in un momento di mercato come questo che la remunerazione dei soldi nel conto corrente non c’è – ha spiegato Fausto Jori, amministratore delegato di EcorNaturaSì – e quindi un 3% netto che la remunerazione vuol dire una buona remunerazione ma soprattutto una remunerazione è che non ha inflazione perché è cibo, quello che viene dato alla fine è cibo”.

Ma in che modo queste risorse potranno supportare la filiera del biologico a partire dall’agricoltura? “Noi non utilizzeremo questi soldi per la finanza – ha detto Jori – come NaturaSì non ci interessa minimamente. Noi abbiamo un obiettivo chiarissimo: fare in modo che questi soldi vadano pro-futuro ovvero aziende agricole che devono migliorare, devono in qualche maniera essere capaci e coltivare in maniera biologica e biodinamica, due aiuto e supporto ai trasformatori quelli che vengono chiamati processor e la terza cosa importantissima per il futuro noi dobbiamo avere agricoltori giovani che sanno coltivare la terra, quindi vogliamo fare ricerca e soprattutto formazione”.

In un momento in cui la crisi climatica e quella internazionale minano anche una certezza come la disponibilità del cibo, prendere coscienza e agire per garantire una sana ed equa alimentazione è quanto mai necessario: “L’obiettivo per cui lo facciamo – ha concluso il presidente Brescacin – è creare consapevolezza, fare in modo che le persone comincino a comprendere che il cibo non è scontato, che il cibo è qualcosa che ha bisogno di un lungo processo a cui io come persona posso partecipare e quindi effettivamente questa consapevolezza è il vero obbiettivo di questa operazione”.

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