Naufragio Costa Concordia, Schettino impugna il licenziamento e chiede gli arretrati

Costa Crociere licenzia il comandante Francesco Schettino, ma lui non ci sta.
E'stato confermato infatti da parte della società il licenziamento - avvenuto a fine luglio - del comandante della nave da crociera Concordia, naufragata sulle coste dell'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012, applicando la sanzione del licenziamento "in conformità con le norme di legge e contrattuali applicabili".

Ma il capitano fa sapere, tramite le pagine di Repubblica, di aver già impugnato attraverso i suoi legali il provvedimento davanti al giudice del lavoro, contestando la motivazione per giusta causa. Convinto di aver agito correttamente, chiede quindi il reintegro e stipendi arretrati.
A confermarlo, uno dei legali di Schettino, Bruno Leporatti, che mantiene però il massimo riserbo sul ricorso, anche perchè nelle indagini compaiono accuse nei confronti di tre manager della compagnia: Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger e Paolo Mattesi. Accuse che puntano il dito anche contro la compagnia e non soltanto nei confronti del 52 enne di origini napoletane.

Le accuse che contesta Schettino alla Costa Crociere sono tuttavia di non lieve entità: innanzitutto, quella di aver violato la rotta, avviando una serie di ordini e manovre che hanno portato allo schianto della nave e alla morte di 32 persone. Poi - si legge nel documento -  alcuni comportamenti definiti come gravi violazioni del contratto e del codice della navigazione, come quelllo di aver abbandonato la nave prima che tutti i passeggeri fossero stati evacuati. Non solo: contro il comandante c'è la testimonianza di un passeggero che dichiarò di averlo visto bere alcolici un'ora prima del naufragio.

Vedi: Speciale Costa Concordia

Imperizie e leggerezze che si sommano al tortuoso iter giudiziario di questa tragica vicenda.
Lunedì 15 ottobre è prevista una nuova udienza del maxi incidente probatorio apertosi lo scorso 3 marzo in un teatro di Grosseto, unico spazio idoneo a contenere i 200 partecipanti, tra vittime e legali, delle 4.229 persone presenti quella notte sulla nave. Mille pagine di perizia - disposta dal gip Valeria Montesarchio - e sette dvd che saranno visualizzati anche nei giorni successivi: oltre alle dichiarazioni dei periti nominati dal giudice (previste per lunedì senza possibilità di domande), ci sarà poi l'esito degli esami sulla falla del relitto, effettuata dagli esperti dell’università di Napoli e a seguire le dichiarazioni degli esperti del Ris dei carabinieri.
Le risposte ai 50 quesiti sulla dinamica del naufragio che il giudice ha posto al collegio peritale ci saranno solo da giovedì 18: in tale occasione, potranno intervenire anche i pubblici ministeri (Francesco Verusio, Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza), i legali delle parti offese e gli avvocati dei dieci indagati.

Più che un incidente probatorio, un toure de force, al quale parteciperà anche il comandante Schettino, attualmente ai domiciliari. Potrà però -  come fa sapere il suo legale - ascoltare ma non parlare. Al massimo, come prevede la norma, potrà "interloquire con il difensore e i consulenti facendo le sue osservazioni via via che procederà l’udienza". Nelle mani della difesa, alcuni aspetti che rilevano come il capitano non abbia avuto supporto dall'unità di crisi e - ricorda Lepore - la mancanza di "[...] sensori di allagamento nei comparti invasi dall'acqua".
Nel frattempo, dalla sua casa a Meta di Sorrento, il comandante, indagato anche per omicidio colposo plurimo, si compiace del premio "Seafarer of the year" (equipaggio dell'anno, n.d.r.) assegnato al team della Costa Concordia nell'ambito del Lloyd's List Global Awards 2012. Prendendosene anche un po' gli onori: il "coraggio e la professionalità manifestati in occasione del naufragio della nave davanti all'Isola del Giglio" sono - secondo una nota del suo studio legale - merito del "costante processo addestramento" che nei quattro mesi in cui è stato al comando della nave egli ha fatto svolgere all'equipaggio.

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