Naufragio Lampedusa: "Difficile il recupero dei 3 corpi in fondo al mare"

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Sono state trasferite da Lampedusa a Porto Empedocle le nove salme recuperate dai sommozzatori della Guardia costiera a sei miglia dall'isola delle Pelagie, dopo il naufragio avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 ottobre. Nelle bare anche il bambino piccolo trovato abbracciato alla giovane madre.  

E' in corso il riconoscimento delle 22 vittime finora recuperate. I riconoscimenti vengono effettuati, come apprende l'Adnkronos, grazie ai sopravvissuti, utilizzando delle fotografie degli abiti o di altri particolari dei cadaveri recuperati a 60 metri di profondità. Gli inquirenti non fanno vedere le fotografie dei corpi e dei visi delle vittime a causa delle condizioni in cui sono le salme, rimaste intrappolate per più di dieci giorni sott'acqua. 

"Le speranze di riuscire a dare una degna sepoltura agli altri tre corpi ancora in fondo al mare diminuiscono di giorno in giorno, purtroppo", ha detto all'Adnkronos Salvatore Vella, procuratore aggiunto di Agrigento, che coordina l'inchiesta sul naufragio costato la vita ad almeno 25 persone. Ma potrebbero esserci altre vittime in fondo al mare. "Il maltempo prosegue da giorni - dice ancora Vella - le ricerche dei nuclei sommozzatori della Guardia costiera continuano ma è molto difficile riuscire a portarli in superficie".  

"I gas sprigionati all'interno dei corpi - spiega ancora il magistrato - potrebbero portarli verso la superficie e a quel punto le forti correnti potrebbero allontanarli. Insomma, sarebbe come cercare un ago in un pagliaio. Ma la corsa contro il tempo degli uomini della Guardia costiera prosegue".