Naufragio Libia, Colombo: soccorrere è obbligo morale e giuridico

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 23 apr. (askanews) - "Ancora volta contiamo i morti nel Mediterraneo, ancora una volta il nostro mare è un cimitero per le persone e per il primo di tutti i diritti, il diritto alla vita. Essere salvati dall'annegare è un diritto non negoziabile, non può essere barattato con nulla. In mezzo al mare ci sono uomini, donne e bambini che chiedono aiuto, che rischiano di morire e che spesso muoiono: salvarli è un dovere". E' quanto ha dichiarato il giurista Gherardo Colombo, commentando l'ultima strage di oltre un centinaio di migranti nel naufragio di un gommone davanti alle coste libiche.

L'ex magistrato, oggi presidente onorario di "ResQ People Saving People" ha affermato che "indipendentemente da quello che succede prima del mare, indipendentemente da quel che succede dopo il soccorso: di questi aspetti si deve occupare la politica, su questo è necessario aprire un dibattito. Ciò che succede in mezzo al mare, invece, non può essere oggetto mediazioni". "Soccorrere - ha concluso - è un obbligo giuridico, oltre che morale: chi rischia di annegare va salvato, non sono ammissibili alternative".