Naufragio in Libia, il racconto di Msf: sofferenza inimmaginabile

Red/Sim

Roma, 26 lug. (askanews) - "La sofferenza di queste persone è difficile persino da immaginare. Non ci sono parole per descrivere quanto stiano soffrendo", ha raccontato Anne-Cecilia Kjaer, responsabile delle attività infermieristiche di Medici Senza Frontiere in Libia, che ha assistito i superstiti al naufragio avvenuto ieri al largo di al Khom, che potrebbe aver causato oltre 100 morti.

Questo il suo racconto: "Ieri mattina ci hanno chiamati per dirci che nella base militare di Khoms stavano sbarcando persone intercettate in mare. Siamo arrivati verso le 10:30. La nostra équipe era composta da un medico, due infermieri e un autista. Sul posto c'erano circa 80 persone provenienti in gran parte dall'Eritrea, dal Sudan, dall'Egitto e dal Bangladesh. Faceva molto, molto caldo. Erano sedute all'ombra di un muro per ripararsi dal sole e praticamente non avevano vestiti - alcuni di loro avevano indosso solo un asciugamano, altri erano in mutande. Se ne stavano seduti all'ombra, sotto choc". (Segue)