Naufragio in Libia, il racconto di Msf: sofferenza inimmaginabile -3-

Red/Sim

Roma, 26 lug. (askanews) - "Dopo un po', quando la situazione si è stabilizzata, abbiamo esaminato uno ad uno i casi meno gravi e abbiamo distribuito cibo e acqua. Avevano moltissima sete. Dal momento del naufragio erano passate diverse ore e la temperatura era di circa 40°C - ha aggiunto Kjaer - i sopravvissuti avevano lievi ferite, dolori allo stomaco a causa dell'acqua che avevano ingerito ed erano esauste e traumatizzate. Quelli con cui ho parlato erano rimasti prigionieri dei trafficanti per tanto tempo ed erano generalmente in pessime condizioni. Sembravano malnutriti e anemici".

"Ci hanno detto di aver lasciato le coste libiche la sera di mercoledì, al tramonto, a bordo di tre barconi legati l'uno all'altro. Alcuni hanno raccontato che la loro barca ha iniziato a imbarcare acqua. Consapevoli di non poter portare a termine il viaggio in quelle condizioni, hanno provato a tornare indietro. Erano a un paio di chilometri dalla riva e il livello dell'acqua nella barca saliva. Mentre procedevano verso la riva la barca ha iniziato ad affondare. Molti dei bambini non sapevano nuotare e persino coloro che erano in grado di farlo sono affondati per la fatica". (Segue)