Naufragio in Libia, il racconto di Msf: sofferenza inimmaginabile -6-

Red/Sim

Roma, 26 lug. (askanews) - "La maggior parte delle persone con cui ho parlato ieri è reduce di viaggi orribili - ha raccontato ancora Kjaer - questi sopravvissuti sono traumatizzati e rischiano di essere messi nuovamente in una situazione rischiosa per la loro vita. Prima di naufragare, hanno attraversato il deserto, dove sono stati catturati dai trafficanti, subendo violenze e torture. Poi hanno visto i loro familiari morire in mare e ora rischiano di essere rinchiusi in una prigione in condizioni disumane, o di sparire senza lasciare traccia in un paese in guerra, dove i rifugiati e i migranti sono particolarmente esposti ad allarmanti e ben conosciuti livelli di abusi".

"Sono molto arrabbiata ed è difficile accettare che persone che hanno subito una quantità tale di violenza e di traumi, siano trattate in questo modo. Tutto ciò deve finire - ha concluso - la sofferenza di queste persone è difficile persino da immaginare. Quando ci sei dentro, quando tenti di raccontarla, ti rendi conto che non ci sono parole per descrivere quanto stiano soffrendo".