Naufragio in Libia, il racconto di Msf: sofferenza inimmaginabile -5-

Red/Sim

Roma, 26 lug. (askanews) - "All'una del mattino, un altro gruppo di circa 190 persone è stato portato sul luogo dello sbarco, dopo essere stati intercettati con molta probabilità dalla guardia costiera libica. Erano per lo più sudanesi, eritrei e somali. Tra loro c'era anche un bambino", ha continuato l'operatrice di Msf.

"Di nuovo abbiamo distribuito cibo, acqua ed effettuato visite mediche. Non è ancora chiaro se queste persone facessero parte del gruppo di 400 persone partito mercoledì o se erano con un altro gruppo ancora. Stiamo cercando di ricostruire la successione degli eventi ma è complicato, poiché nessuna informazione ufficiale o affidabile è disponibile. Le uniche fonti di informazione che abbiamo al momento sono le persone soccorse, attualmente in stato di choc e significativamente traumatizzate. Le persone che abbiamo assistito allo sbarco hanno tutte lasciato il porto, ma non sappiamo dove siano state portate".

"Nei prossimi giorni controlleremo le condizioni mediche delle sette persone che abbiamo trasferito in ospedale. Queste persone non possono essere portate nei centri di detenzione - bisogna fornire loro una sistemazione alternativa sicura o evacuarle verso un paese sicuro". (Segue)