Naufragio Norman Atlantic, tutti rinviati a giudizio i 32 indagati

webinfo@adnkronos.com

Sono stati tutti rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Bari Francesco Agnino i 32 indagati (30 persone fisiche e 2 società) nell'ambito dell'inchiesta per il tragico naufragio della nave Norman Atlantic verificatosi nella notte tra il 27 e il 28 dicembre del 2014 nel canale d'Otranto davanti alle coste albanesi. La prima udienza si terrà il 26 febbraio davanti alla 2° sezione penale del tribunale del capoluogo pugliese. Sul traghetto, subito dopo la partenza dalla Grecia, e prima dell’arrivo ad Ancona, porto di destinazione, nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014 scoppiò un incendio devastante. Le fiamme e il successivo naufragio provocarono la morte di una trentina di persone (parte delle quali mai ritrovate) e il ferimento di oltre 60.  

Agli imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime, oltre a numerose violazioni sulla sicurezza e al codice della navigazione. Le indagini sono state svolte dai pubblici ministeri della Procura di Bari Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano che poi hanno chiesto il rinvio a giudizio. L'incendio si sarebbe originato dal ponte 4, probabilmente da un camion frigo. Tra gli imputati l'armatore della Visemar Carlo Visentini, il comandante della nave Argilio Giacomazzi, altri membri dell'equipaggio, i due rappresentanti legali della società noleggiatrice, la greca Anek.  

Sotto accusa in particolare gli errori nella valutazione dei rischi e nella organizzazione delle operazioni di spegnimento dell'incendio e di evacuazione della nave, che avrebbero causato il naufragio e la morte di alcuni passeggeri. L'incendio avvenne mentre il mare era in burrasca e le temperature erano molto rigide. A bordo della motonave c'erano circa 500 passeggeri, almeno quelli censiti ufficialmente. Centinaia le parti civili.