Navalny alla sbarra si appella a Corte Europea diritti dell’Uomo

Red
·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 2 feb. (askanews) - "Il caso su cui sono qui per qualche motivo, in questa strana gabbia, è completamente fabbricato. Inoltre, la Federazione Russa, in generale, ha riconosciuto ... la decisione della CEDU". Il blogger russo Aleksey Navalny, sotto processo a Mosca dopo essere rientrato dalla Germania in Russia, si appella alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e a una sua sentenza, per definirsi innocente.

"L'essenza della questione - ha detto - è imprigionarmi in un caso in cui sono già stato dichiarato non colpevole e che è stato riconosciuto come fabbricato. Questa non è la mia opinione, perché se apriamo un libro di testo di diritto penale - spero, Vostro Onore, l'avete fatto un paio di volte nella vostra vita - vedremo che la CEDU fa parte del sistema giudiziario russo. La Russia è un membro del Consiglio d'Europa. Ci sono decisioni obbligatorie. E io, dopo aver attraversato tutte le fasi necessarie del processo, mi sono rivolto alla Corte europea. La Corte europea ha emesso una sentenza in cui scriveva nero su bianco che non c'era nemmeno il corpus delicti".

Il tribunale della città di Mosca sta esaminando una richiesta del servizio penitenziario federale per sostituire la sospensione della pena di tre anni e mezzo con una vera detenzione per Alexei Navalny nel caso Yves Rocher. La polizia ha isolato l'area intorno al tribunale e ha arrestato in massa le persone che si avvicinavano.

I fermi secondo la ong OVD-Info sono 311 presso al tribunale dove si svolge l'udienza per decidere se incarcerare il nemico numero uno del Cremlino. La polizia antisommossa è stata dispiegata in gran numero fuori dal tribunale dopo che gli alleati di Navalny hanno invitato i sostenitori del politico dell'opposizione a riunirsi fuori a sostegno.