Navalny dimesso: "Possibile recupero completo"

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Il leader dell'opposizione russa, Alexei Navalny, è stato dimesso dall'ospedale Charité di Berlino, dove era ricoverato dal 22 agosto dopo un avvelenamento avvenuto, secondo le ultime ricostruzioni, in una stanza d'hotel nella città siberiana di Tomsk.

"Possibile guarigione completa", ha annunciato con un comunicato la struttura tedesca. "Lo stato di salute del paziente è migliorato a tal punto che le cure mediche sono state interrotte". L'ospedale ha tuttavia sottolineando che le possibili conseguenze a lungo termine non possono ancora essere valutate.

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Il principale oppositore di Vladimir Putin è stato dimesso dall'ospedale Charité dopo un ricovero durato 32 giorni. Per alcuni esperti tedeschi, l'uomo sarebbe stato avvelenato con l'agente nervino Novichok che, secondo i colleghi del Fondo Anticorruzione di Navalny, sarebbe stato rinvenuto su una bottiglietta d’acqua prelevata dalla stanza d’albergo dello Xander Hotel di Tomsk, dove il dissidente pernottava.

L’ironia sulle frasi di Putin: “Mi sono avvelenato da solo?”

Navalny, in un post pubblicato sui social, ha ironizzato sui commenti del presidente russo Vladimir Putin, che ha avanzato l'ipotesi secondo cui l'attivista si sarebbe avvelenato da solo. "Preparare in cucina il Novichok, - si legge su Instagram - berne un sorso in aereo, cadere in coma, finire all'obitorio di Tomsk, dove la causa della morte sarebbe stata 'ha vissuto abbastanza'. Questo era il mio furbissimo piano. Ma Putin ha avuto il sopravvento. Lui la sa lunga. Risultato: io da fesso ho passato 18 giorni in coma senza ottenere ciò che volevo. La provocazione non è riuscita!".

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