Nave attaccata dai pirati, figlio di un ferito: “Poteva andare peggio”

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Nella giornata di martedì 12 novembre una nave italiana (Remas) è stata attaccata da un gruppo armato di pirati nel Golfo del Messico. Un figlio di uno dei feriti a bordo ha spiegato: “Mio padre è stato uno dei primi ad essere aggredito”. Inoltre, ha aggiunto: “Papà porta sempre una collanina, un regalo dei suoi. Appena gliel’hanno strappata dal collo non ci ha più visto ed è subito partita la colluttazione. Aspettiamo il loro rientro”. Guglielmo Grosso, il figlio di Vincenzo, uno dei due feriti, ha raccontato l’accaduto.

Nave attaccata da pirati, il racconto

Sarebbero due le persone ferite presenti a bordo della nave Remas della Micoperi attaccata dai pirati nel Golfo del Messico: Vincenzo Grosso e Antonio Di Palma. “Per fortuna eravamo di guardia e siamo riusciti a salvare la nave e i nostri colleghi che stavano riposando – hanno spiegato i soccorritori -. Siamo riusciti a dare l’allarme, il capitano si è svegliato, ha allertato le capitanerie vicine e immediatamente sono arrivati i soccorsi”.

Vincenzo Grosso è uno dei due italiani rimasti feriti nell’attacco di martedì 12 novembre. In contatto con il figlio tramite Facebook e Whatsapp avrebbe raccontato l’accaduto. Vincenzo è nato nel 1962 e vive a Molfetta, “fa questo lavoro da quando aveva 16 anni” ha spiegato il figlio Guglielmo. Vincenzo è salito a bordo della nave lo scorso 24 settembre e la spedizione sarebbe rientrate per le festività natalizie. “Una volta – ha esordito di nuovo il figlio – mi ha raccontato che quando era in Africa, su un’altra nave, gli era già capitato un attacco dei pirati“.

La ricostruzione

Il padre Vincenzo ha raccontato al figlio quel momento di terrore quando i pirati hanno attaccato la nave. “Mentre era il suo turno di guardia – ha spiegato Guglielmo – sono saliti all’improvviso un gruppo di pirati. Lui ne ha visti cinque, ma non ricorda esattamente se fossero di più”. Non appena i malviventi hanno strappato la collana preziosa al padre, è iniziata una violenta colluttazione. “Poi però ha proseguito Guglielmo – qualcuno lo ha colpito alle spalle con un oggetto contundente“. “Lo hanno colpito alla testa facendolo svenire e procurandogli poi due punti di sutura in ospedale”.

Al momento Vincenzo si trova ancora ricoverato a Ciudad del Carmen insieme al compagno Antonio Di Palma, un 42enne di Ravenna. Il collega è stato colpito con un’arma da fuoco alla gamba: forse lo hanno già operato. Da quanto si apprende, però, i due non sono in pericolo di vita. “La società Micoperi – ha concluso Guglielmo – è in continuo contatto con la Farnesina e ci sta informando costantemente su qualsiasi novità. Aspettiamo, l’importante è che ora stia bene“.